da cavallo …

 

Non solo la vicenda di Paolo di Tarso è fondamentale per la sua vita di apostolo delle genti ma è l’avventura di molti che anche in questo secolo cadano da cavallo dalle loro certezze e incontrano una luce, una voce che gli cambia la vita.

“Attraverso la gioia di un amico, attraverso un momento di preghiera speciale, attraverso la formazione cristiana, o anche attraverso un momento di sofferenza… Dio continua a chiamare ciascuno di noi. Oggi. Ora”. (cfr. Opusdei)

Sant’Agostino è forse l’esempio più lampante e anche più conosciuto di una conversione dopo san Paolo sulla via di Damasco. “Il libro VIII delle Confessioni rievoca il momento cruciale della vicenda esistenziale di sant’Agostino, culminante nella definitiva conversione, descritta nella famosa “scena del giardino” della sua casa milanese. Il complesso intrecciarsi di sentimenti, pensieri, rivolgimenti interiori dell’intellettuale, che progressivamente ma con estrema fatica si distacca dalle attrattive del mondo per dedicarsi completamente a Dio, è preparato dall’efficace racconto dell’esperienza di conversione vissuta da altri personaggi in vario contatto con lui. Lo scrittore sceglie di alternare momenti narrativi ad altri di riflessione e scandaglio interiore, con il risultato di conferire all’intero libro un andamento personale e partecipato dall’indubbio valore letterario”. (cfr. F. Gasti)

Di recente ho letto questo libro di cui vi ho riportato un passo dall’introduzione: “Sant’Agostino Storie di Conversione” edizioni Marsilio di Fabio Gasti che ci offre una lettura e una occasione per il nostro cammino di conversione alla luce della vicenda di questo Santo. La conversione di Sant’Agostino, avvenuta a Milano nel 386 d.C. all’età di 32 anni, è un percorso interiore culminato nella famosa “scena del giardino” (Libro VIII delle Confessioni). Dopo una vita inquieta, influenzata dal manicheismo e dalla retorica, la svolta decisiva fu segnata dall’ascolto di Sant’Ambrogio, dalla lettura di San Paolo e dall’episodio del “tolle, lege” (prendi e leggi), che lo portò ad abbandonare la carriera e a dedicarsi a Dio. 

Agostino ascolta il vescovo Ambrogio a Milano, rimanendo affascinato dalla sua interpretazione delle Scritture e dalla figura di Simpliciano, che gli narra la conversione del retore Mario Vittorino. Nel giardino della casa milanese, tormentato dai dubbi e dall’incapacità di separarsi dalle passioni mondane, Agostino sente una voce infantile che canta: “Tolle, lege, tolle, lege” (“Prendi e leggi, prendi e leggi”). Aprendo a caso le lettere di San Paolo (Romani 13, 13-14), legge: “…non in gozzoviglie e ubriachezze… ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo”, episodio che sancisce la sua definitiva decisione di conversione. La conversione agostiniana non è vista come un passaggio da ateo a credente, ma piuttosto come una “decisione” interiore che concilia la sua profonda inquietudine con la fede cristiana, trasformandolo da cercatore di verità filosofiche in un innamorato di Dio. 

E’ la storia anche di molti di noi che avremmo bisogno di un rinnovamento interiore, questa quaresima sia l’occasione per questo cammino, per questa caduta verso Damasco, verso Dio.

@unavoce – foto: fonte

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