La Confessione
«Quelli che si accostano al sacramento della Penitenza ricevono dalla misericordia di Dio il perdono delle offese fatte a lui e insieme si riconciliano con la Chiesa, alla quale hanno inflitto una ferita col peccato e che coopera alla loro conversione con la carità, l’esempio e la preghiera». È chiamato sacramento della Confessione poiché l’accusa, la confessione dei peccati davanti al sacerdote è un elemento essenziale di questo sacramento. In un senso profondo esso è anche una « confessione », riconoscimento e lode della santità di Dio e della sua misericordia verso l’uomo peccatore”. (cfr. CCC nn. 1422 – 1424)
La quaresima è il tempo ideale per accostarsi al Sacramento della Riconciliazione (La confessione) è uno dei sette Sacramenti della Chiesa Cattolica, attraverso il quale i fedeli ottengono il perdono dei peccati commessi dopo il Battesimo, riconciliandosi con Dio e la Chiesa, tramite l’accusa dei peccati a un sacerdote, l’assoluzione sacramentale e l’adempimento di una penitenza. È un momento di grazia e conversione, che richiede pentimento, accusa, accettazione dell’assoluzione e della penitenza. Tale sacramento realizza il ritorno a Dio dopo il peccato concedendo il perdono tramite l’assoluzione.
“Chi ha istituito tale Sacramento? L’ha istituito Gesù Cristo, quando la sera di Pasqua si mostrò ai suoi Apostoli e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi” (Gv 20,22-23) …
Il Sacramento della Confessione (o della Penitenza oppure della Riconciliazione) è la celebrazione dell’amore misericordioso di Dio, che ci dona il perdono dei nostri peccati, per mezzo di Cristo morto e risorto, il quale, mediante il ministero della Chiesa, ci riconcilia con Dio e con i fratelli. Confessarsi significa quindi: Porsi in ascolto della Parola di Dio e riconoscere il proprio peccato. Celebrare l’Amore misericordioso di Dio Padre, che rimette i nostri peccati, lavandoceli con il Sangue del Suo Figlio; ci comunica la sua stessa vita divina; ci riconcilia con Lui e fra di noi, ricostruendo il nostro legame di fratellanza universale; accoglie e feconda il nostro impegno personale di continua conversione inaugurata dal Battesimo e scandita dalle esigenze della Celebrazione Eucaristica; apre il nostro cuore pentito al soffio dello Spirito Santo, che porta verso la giustizia, la carità, la libertà, la vita e la gioia. “Quando noi andiamo a confessarci delle nostre debolezze, dei nostri peccati, andiamo a chiedere il perdono di Gesù, ma andiamo pure a rinnovare il Battesimo con questo perdono. E questo è bello, è come festeggiare il giorno del Battesimo in ogni Confessione. Pertanto la Confessione non è una seduta in una sala di tortura, ma è una festa. La Confessione è per i battezzati! Per tenere pulita la veste bianca della nostra dignità cristiana!” (Papa Francesco, Catechesi del mercoledì, 13-11-2013)”. (cfr. diocesifrascati)
Come ci si confessa? Esame di coscienza: Riflettere sui peccati commessi. Atto di dolore (Contrizione): Pentirsi sinceramente e promettere di non peccare più. Accusa dei peccati: Confessare i peccati al sacerdote (parlando anche da quanto tempo non ci si confessa e lo stato di vita). Assoluzione: Il sacerdote, nel nome di Dio, perdona i peccati. Penitenza: Eseguire il compito assegnato dal sacerdote (preghiere, opere di misericordia).
Preparati a questo momento attraverso la preghiera un serio esame di coscienza rivendendo la tua vita in ordine a Dio e in ordine ai fratelli sulla scorta della scelta della tua vocazione sia nel privato che nel pubblico e tutto questo confrontandoti con il vangelo. Poi vai dal sacerdote per confessare i tuoi peccati ascoltare la parola del Signore che nonostante la povertà e umanità del prete è ministro di Grazia di Dio e ricevere l’assoluzione, ecco perché “confessarsi da solo non potrai mai sapere veramente se a toccarti è stata la grazia di Dio o la tua emozione, se a perdonarti sei stato tu o è stato Lui per la via che Lui ha scelto. Assolto da chi il Signore ha scelto e inviato come ministro del perdono, potrai sperimentare la libertà che solo Dio dona e capirai perché confessarsi è fonte di pace”. (cfr. giovanimissione)
E’ questo Sacramento la bellezza di Dio, un Dio che nonostante i nostri peccati ci aspetta da lontano con pazienza perché noi torniamo, così come ci racconta il brano evangelico del Figliol Prodigo. Nessuno è senza peccato e confessare a Dio ne nostre cadute ci permette di conoscere l’amore che Dio ha per noi.
@unavoce – foto: fonte







