Segno dell’amore per Dio

 

Parlare di celibato dei sacerdoti è sempre difficile, non per la promessa in se che facciamo ma per la situazione sociale, per quello che pensa la gente, per i sacerdoti che abbandonano il ministero e oggi più di prima sui social commenti gratuiti di chi da un lato difende e dall’altro accusa, quasi a tenerci più delle persone interessate con teorie a dir poco inconcludenti e banali.

Il problema, se di problema vogliamo parlare, non è il celibato o meno ma semmai è la fedeltà e lo vediamo forse più chiaramente tra chi sceglie il matrimonio, pertanto non è una problematica dei sacerdoti in modo particolare ma nell’umano oggi forse più evidente di ieri e per quanto sto dicendo basterebbe leggere qualche studio di statistica, purtroppo però è più bello parlar male dei preti e del loro celibato.

Ovviamente l’argomento è molto delicato e ogni caso ha la sua storia ma qui oggi e ora voglio affrontare questo tema consapevole dei miei limiti, dei miei fallimenti e dei miei errori ma anche della consapevolezza del valore inalienabile del celibato sacerdotale, senza giudicare le singole scelte di confratelli, ma per rispondere alle tante domande della mia comunità e delle persone che incontro ogni giorno nella realtà che servo.

Ho riletto alcuni testi di un vescovo americano venerabile di cui è ancora in corso la causa di beatificazione, Fulton J. Sheen, che definisce il celibato non come una semplice rinuncia, ma come una concentrazione totale dell’amore su Cristo e sulla Chiesa. Il venerabile vescovo ha sostenuto che questa scelta libera il sacerdote per l’evangelizzazione, rendendolo un dono totale per il regno dei cieli.  La visione di Sheen si inserisce nella tradizione cattolica che vede il celibato come un modo per seguire l’esempio di Cristo, vivendo la continenza perfetta per il Regno. 

Fu il primo vescovo americano ad andare in tv e a presentarsi sui, oggi diremmo sui social, fu più ascoltato di molti programmi che andavano in voga in America negli anni 70. Ora rileggendo le sue affermazioni mi sono trovato perfettamente concorde sul celibato e le sue motivazioni. Quando scegliamo siamo consapevoli che nulla è facile ma tutto va coltivato e conservato a fatica e che non è innaturale ma si tratta di una scelte, la difficoltà e mantenerla è essere fedeli e qui entra in gioco la persona in se, la sua storia, le sue convinzioni.

Continua prossimamente su queste pagine.

@unavoce – foto: fonte

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