Per un mondo migliore

“Una risposta gentile calma la collera, una parola pungente eccita l’ira” (Proverbi 15,1)

“La gentilezza è la chiave d’oro che apre il cuore” (Lev Tolstoj)

 

Nell’attuale società distratta e rumorosa, a tratti violenta e polemica, dove l’eleganza dei modi la gentilezza dei tratti sembrano venir meno, oggi vorrei con voi soffermarmi su questo aspetto del nostro vivere per riportare in noi quegli atteggiamenti nobili di vita che ci distinguono da chi ha pero il rispetto verso se stessi e verso gli atri.

La gentilezza è un comportamento benevolo, rispettoso ed empatico, che si manifesta attraverso atti di cura, generosità e considerazione verso gli altri, e anche verso se stessi, creando benessere e relazioni più positive e armoniose; non è solo educazione formale, ma una scelta consapevole di valorizzare la dignità altrui, stimolando benefici psicologici e neurochimici. È una virtù fondamentale, vista come antidoto alla violenza e alla superficialità, e si concretizza in piccoli gesti quotidiani, ma profondamente significativi.

Un atteggiamento di apertura e considerazione per il benessere altrui, non imposto, ma disinteressato. Preoccupazione genuina per l’altro, andando oltre la semplice cortesia formale per creare connessione. Si esprime attraverso gesti concreti, parole gentili (per favore, grazie, scusa) e la disponibilità ad aiutare.

“Essere gentili significa scegliere ogni giorno un modo diverso di stare nel mondo. La gentilezza è un linguaggio silenzioso, capace di unire le persone al di là delle differenze e di restituire dignità ai gesti quotidiani. La gentilezza ci ricorda che questo valore non è affatto una debolezza, ma forza interiore che illumina tutto ciò che tocca cambiando, letteralmente, il mondo interno. In fondo è sufficiente un solo gesto gentile per innescare un percorso di trasformazione: provare per credere”. (cfr. wisesociety)

L’educazione (le buone maniere) può essere formale e non implicare un coinvolgimento reale. La gentilezza, invece, richiede una connessione empatica e un reale interesse per l’altro, rendendola più profonda e trasformativa.

Molti santi ci hanno dimostrato con la loro vita gentile la potenza di questo atteggiamento forma di amore e chiudo con una frase di Santa Teresa di Calcutta dove è racchiusa tutta la potenza del linguaggio del cuore: una parola buona può attraversare il tempo e cambiare vite, anche per sempre: “Le parole gentili possono essere brevi e facili da dire, ma il loro eco è infinito”. “La gentilezza è la carità nelle piccole cose”, (cfr. Card. Ravasi) sii gentile e sarai felice.

@unavoce – foto: fonte

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