Segno dell’amore per Dio

 

Articolo precedente: CELIBATO – 1

Scegliere Dio più dell’uomo, scegliere l’amore che va alla di là della corporeità anche se è una necessità fisica, è una scelta libera e consapevole e ci impone atteggiamenti e impegno quotidiano consapevoli di poter sbagliare e questo non preclude il sacerdozio o sponsorizzare teorie come “meglio così che indossare una maschera di finzione”. Pur non approvando la teoria della maschera, la vita ha dei compromessi continui e il vangelo e il forte messaggio cristiano che racchiude è più grande di ogni altro desiderio, pur forte e difficile da gestire.

Il problema se così si può chiamare o nemico è il mondo stesso che vogliamo servire e siccome il mondo non accetta regole o privazioni ma tutto deve e può essere fatto basta appagare il proprio ego, allora il celibato stona ed è oggetto di critiche e attacchi. Quindi noi viviamo secondo l’umore del mondo, viviamo e diamo credito ai like che ci mettono sul social e sempre più preti su questi mezzi più che testimoniare il vangelo, pur con buone intenzioni per una nuova evangelizzazione o una evangelizzazione digitale rischia di ridicolizzare il prete la Chiesa e il vangelo di Cristo.

Nella formazione lo sappiamo, come nel prepararsi al matrimonio o ad altre vocazioni, e i problemi ci sono e rimangono ma quello che manca è la fedeltà, il coraggio di andare contro corrente di fare e di vivere non secondo la logica del mondo. Poi attacchi e confronti per ridicolizzare la vita del prete, anche dai preti stessi, sono il vero difetto che dobbiamo controllare rinnovandoci ogni giorno per non perderci sulla strada che il Signore ci ha chiesto di seguire.

Non è meglio un prete che non fa più il prete, che una parte che finge. Nessuno, finge come nessuno finge nel matrimonio, ma semmai è la fedeltà o l’infedeltà a farà la differenza e se da soli non riusciamo, la vita comunitaria, la preghiera, il confronto, il dialogo e l’impegno concreto di lavoro e servizio saranno la strada per camminare verso il Signore conformandoci sempre di più a Lui.

Non giudico e non è questa la mia intenzione, in questi anni di sacerdozio e non più pochi ormai, ho visto confratelli lasciare, sbagliare, alcuni accusati di questo o quello anche se arbitrariamente e ingiustamente solo per far scandalo, dico che Cristo il vangelo e la Sua Chiesa rimangono il cuore della vita per la quale il Signore mi ha chiamato. Le cadute fanno parte del percorso, rialzarsi con umiltà e l’impegno che ognuno deve metterci e la preghiera che la comunità deve innalzare per i suoi preti.

@unavoce – foto: fonte

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