Liturgia della Parola
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I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.
III DOMENICA DI QUARESIMA
Gesù le risponde: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva”. (Gv 4, 10)
Meditando la PAROLA con don Marco Giordano: “Il brano evangelico che ci propone questa terza domenica di quaresima è di una ricchezza unica. In queste poche righe riusciamo a far emergere solo una parte di questa bellezza, ma ci proviamo scegliendo alcuni elementi che mostrano come dietro ad una lettura superficiale dei vangeli, specialmente di quello di san Giovanni, ci sia da compiere una lettura più profonda e vera di ciò che Gesù dice e fa. Ad un livello immediato e superficiale Gesù è l’assetato e la Samaritana è colei che è capace di colmare la sua sete. Ma se andiamo in profondità nel senso del testo capiamo come le parti si invertono. Gesù diventa colui che disseta e la Samaritana è l’assetata (cf. v. 10) Si potrebbero fare altri esempi, ma soffermiamoci su questo punto nodale per cercare di capire come si può passare dal primo livello al secondo, dal livello se vogliamo puramente sensoriale a quello della rivelazione. Innanzitutto dobbiamo renderci conto che oltre all’acqua del pozzo, al cibo che perisce esiste una realtà derivante dal dono di Dio e dalla sua generosità. La samaritana, e noi con lei, stimolati dalle provocazioni di Gesù dobbiamo innanzitutto allargare i nostri desideri a qualcosa che va oltre l’aspetto materiale. Non avere solo sete di acqua, ma soprattutto desiderare di dare un senso pieno alla nostra esistenza e così scopriremo che solo Gesù può colmare questa mancanza, solo il dono di Dio può riempire il nostro desiderio. Come la Samaritana conosce progressivamente la vera identità di Gesù, così anche noi intraprendiamo un itinerario di fede che ci faccia innanzitutto desiderare il dono di Dio, per poi comprendere, riconoscendone l’identità vera, che solo Gesù ci può appagare veramente.”.








