Liturgia della Parola

IV di Quaresima

 

 

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I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.

 

IV DOMENICA di QUARESIMA

«Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». (Gv 9, 35-38)

 

Meditando la PAROLA con don Marco Giordano“Anche in questa quarta domenica di quaresima ci vengono proposti dei testi biblici davvero molto ricchi e altrettanto importanti. Tralasciando l’unzione regale di Davide raccontataci nella prima lettura possiamo concentrarci sul Vangelo il cui tema principale di Cristo luce dell’uomo è già anticipato da san Paolo nella lettera agli Efesini proprio nella seconda lettura. Nell’episodio del cieco nato possiamo scorgere la medesima dinamica incontrata domenica scorsa con l’incontro del Maestro con la Samaritana al pozzo. Il cieco guarito dalla malattia fisica ha bisogno di guarire anche dalle tenebre che avvolgono il suo spirito e questo traguardo lo raggiunge solo al termine di un cammino di rivelazione e conoscenza; cammino che culmina con la professione di fede «credo, Signore!» (v. 38). In questo itinerario possiamo notare come da un lato sia ostacolato da diverse categorie di persone (i vicini, i genitori, le autorità giudaiche) ma dobbiamo anche ammettere che grazie alla sua caparbietà, alla sua obbedienza ai comandi del Signore e anche grazie a questa opposizione il cieco è spinto a riflettere e ad avanzare nel suo cammino di comprensione di Cristo. Il gesto che Gesù compie verso questo cieco è simbolico anche della conversione, vista come incontro con la luce per poi camminare pienamente in essa. Questa pagina evangelica ci insegna che all’origine del cammino di fede ci sta una parola di Gesù: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» (v. 7). Prendi la parola del Signore e prova a fare quello che ti dice. Non è un caso che questa piscina si chiami “Siloe” e l’evangelista Giovanni noti che vuole dire: «Inviato». Dobbiamo andare dove c’è quell’Inviato, che è chiaramente Gesù Cristo, andare verso di Lui e fidarci della sua Parola”.

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