Anniversario

“Cittadini di fronte allo Stato e religiosi di fronte alla Chiesa” (San Giovanni Bosco)

 

Il 17 marzo si ricorda l’anniversario dell’Unità d’Italia, era il 1861 e Massimo d’Azeglio ebbe a dire che “Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”, forse ancora oggi questa frase può tonare utile alla nostra riflessione. Non basta unire delle terre ma bisogna unire il senso comune e lo spirito comune ma come sappiamo pur unita la nostra penisola portava in se e forse ancora oggi divisioni e penso la divisione almeno a parole ma sappiamo che non e solo questo ma talvolta anche di fatti dimenticando che unità significa anche condivisione.

Unità d’Italia apre a differenti riflessioni politiche, economiche e religiose … e gli autori sono divisi ma una cosa possiamo e vogliamo sottolineare al di là della storia e dei fatti di parte, ed è che se unità significa massificazione allora non è vera ma è a beneficio di alcuni, se invece unità significa integrazione, condivisione di responsabilità, di lavoro, d’impegno sociale allora è nel rispetto dei singoli e i cristiani in questa unità devono non dimenticare la legge evangelica che non conosce fazioni ma mette al centro la persona. Ancora oggi la Chiesa ribadisce questo concetto e nonostante sembra inascoltato, viste le divisioni che il mondo sta vivendo, non si può rinunciare ad essere una voce morale per tutti credenti e non.

“La vicenda dell’Unità d’Italia ci spinge a riflettere sul vero significato della parola laicità e sui rapporti tra Stato e Chiesa. Illuminanti su questo sono le parole di Benedetto XVI nella Deus Caritas Est: “Lo Stato non può imporre la religione, ma deve garantire la sua libertà […] La società giusta non può essere opera della Chiesa, ma deve essere realizzata dalla politica. Tuttavia l’adoperarsi per la giustizia lavorando per l’apertura dell’intelligenza e della volontà alle esigenze del bene la interessa profondamente”. (cfr. culturacattolica)

Celebrare quindi l’anniversario dell’unità d’Italia, oltre ad essere occasione per ricordare chi è caduto da una parte o dall’altra per i propri ideali o per gli ideali di qualcuno, è occasione per rinnovarci nel sentirsi e nell’impegnarsi a camminare tutti verso un unico obiettivo: dignità, rispetto e libertà per tutti in ogni settore della vita. Una libertà che non è fare quello che si vuole e quando lo si vuole ma avere obiettivi comuni dignitosi per ogni persona. Potrebbe essere utile celebrare questo giorno leggendo l’Enciclica Rerum Novarumdi Papa Leone XIII del 1891, pietra miliare della dottrina sociale della Chiesa. Una doppia cittadinanza che ci permette di essere autentici nella vita e nel servizio alla Chiesa e allo Stato, in definitiva alla persona.

@unavoce – Foto: fonte

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