Fede

“La figura di Antonino Zichichi resta legata a una visione della scienza come servizio, chiamata a interrogarsi non solo sul “come”, ma anche sul “perché” delle proprie scoperte, in un orizzonte che unisce conoscenza, responsabilità e apertura al trascendente! (cfr. VaticanNews)

 

La recente scomparsa di Antonino Zichichi, lo scorso febbraio, noto fisico italiano, mi porta a lasciarvi qualche info sul suo lavoro e per noi occasione per fermarci su un tema delicato come questo. Il fisico ha costantemente sostenuto che la scienza moderna nasce con Galileo Galilei come “atto di fede” nella razionalità del creato. Nel libro Galilei divin uomo, Zichichi smentisce l’ateismo di Galileo, presentandolo come cattolico e fondatore del metodo scientifico basato sulla “Logica del Creato”.

“Zichichi non ha mai nascosto le sue posizioni contro il darwinismo e contro l’idea di una responsabilità esclusivamente umana nei cambiamenti climatici. Scelte che gli hanno attirato critiche anche aspre, ma che lui rivendicava come dovere dello scienziato libero dal conformismo accademico. «La scienza non può negare l’esistenza di Dio», ripeteva, distinguendo con nettezza tra ricerca scientifica e ideologia”. (cfr. policymakermag)

Zichichi considera Galileo il fondatore della scienza moderna, autore della distinzione tra l’indagine delle leggi naturali (fisica) e il senso ultimo della realtà. Per Zichichi, Galileo era un cattolico fedele, la cui opera non era in contrasto con la fede, ma intesa come comprensione delle leggi della “mente del Creatore”. Il metodo galileiano, secondo Zichichi, consiste nel decifrare la logica che governa l’universo attraverso l’osservazione e la sperimentazione. Zichichi contesta la visione di Galileo come nemico della Chiesa, interpretando la sua ricerca come un dono per l’uomo e sottolineando la sua devozione.

“Cattolico praticante, Zichichi sosteneva che la scienza nasce con Galileo come atto di fede e di umiltà: il riconoscimento di una logica razionale e intellegible che governa l’universo e rimanda a un autore. Per lui Dio non è una realtà dimostrabile o confutabile sperimentalmente, perché è insieme immanente e trascendente. Una logica profonda del cosmo, dunque, studiata dalla fisica ma mai prodotta dall’uomo, che non può né dimostrare né negare l’esistenza di Dio, perché Dio non è riducibile a un oggetto materiale. Per Zichichi, fede e scienza operano su piani diversi ma convergenti: la prima interroga il senso ultimo della realtà, la seconda ne esplora le leggi. Entrambe, ripeteva, sono “doni di Dio” e alleate dell’uomo nella ricerca della verità. Nei suoi libri e nel dialogo con Giovanni Paolo II ha ribadito che comprendere le leggi del cosmo significa intravedere la mente del Creatore. Una lezione che resta, oggi più che mai, al centro del suo lascito intellettuale. (cfr. policymakermag)

In sintesi, Zichichi ha utilizzato la figura di Galileo per promuovere l’idea che scienza e fede non siano nemiche, ma alleate nella ricerca della verità, entrambe riconducibili a una logica superiore.

“Dal 2000 fu membro attivo della Pontificia Accademia delle Scienze, profondamente legato alla Chiesa cattolica, Zichichi considerava scienza e fede come due dimensioni non in conflitto ma chiamate a illuminarsi reciprocamente. Intrattenne rapporti di stima e collaborazione con diversi Pontefici, in particolare con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, sostenendo con convinzione la necessità di superare antiche contrapposizioni, a partire dal caso Galileo”. (cfr. VaticanNews)

Oggi, in un mondo che vuole dimostrazione e prove di tutto, la fede sembra perdersi nei meandri della logica non dando spazio al cuore e all’anima e perdendo quella capacità di “profondità” che la natura umana ha in se, quella di sapersi stupire e accorgersi di quello che la circonda.

@unavoce – foto: fonte

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