Del mondo

 

Cristo luce del Mondo canteremo nella veglia pasquale introducendo il Cero pasquale nel buio delle nostre chiese e risponderemo Rendiamo grazie a Dio. Queste parole facciamole risuonare nel nostro cuore nella nostra anima per affrontare il “buon combattimento della fede” (1 Timoteo 6.12) che significa vivere una vita cristiana attiva, radicata nella Parola e sostenuta dalla forza divina, non umana. Implica perseverare nella preghiera, coltivare la testimonianza, rivestirsi dell’armatura di Dio (Efesini 6.11) e mantenere una coscienza pulita per non naufragare nella fede. 

Noi siamo la generazione che non ha vissuto la guerra, i nostri genitori e i nostri nonni l’hanno vissuta, ma basterebbe un minimo di lettura dei fatti terrificanti di quegli anni iniziali e non meno cruenti finali compiuti per occupare e per liberare per farci rabbrividire.

Oggi ancora dopo ottant’anni assistiamo alle stesse barbarie, agli stessi drammi in medio oriente e in altre parti del mondo. Notizie che arrivano e che ci lasciano allibiti e non comprendiamo come il genere umano dopo tutto quello che ha passato possa ancora ridursi a guerre fratricide dove, solo interessi economici e di potere sono la causa mascherarti da altri principi che principi non sono.

I potenti della terra o alcuni di questi sembrano sentirsi i padrini del mondo “giocando” che le vite di altri popoli e di altre persone. Ancora oggi assistiamo a massacri di popoli e culture, distruzione di città e nazioni in nome di chissà quali ideali perversi nascosti in chi decide.

Chi ha ricevuto male fa male e pensa di difendere o rivendicare chissà quale diritto, ma “senza rispetto del diritto non ci sarà mai pace”. Il mondo è una polveriera, dal nord al sud, dall’est all’ovest, ognuno grida la propria verità e rivendica la propria libertà e in questo bailamme si è perso il senso umano della convivenza e del rispetto reciproco.

Il mondo ha dimenticato e dimentica Dio o lo deride o pensa di usarlo a proprio beneficio ma Dio non è in tutto questo. Dio ha dato la vita per liberarci dalla schiavitù del male e noi lo abbiamo crocifisso e continuiamo a farlo uccidendoci gli uni gli altri in nome di giustizie relative e personali, dimenticando l’insieme e il bene comune.

I messaggi di pace, le richieste di pace del mondo a partire dal Papa sono inascoltate, la diplomazia non riesce a fronteggiare e far ragionare le parti, le manifestazioni, le preghiere … tutto sembra inutile e lo sconforto rischia di avere il sopravvento.

E’ l’ora del coraggio e abbiamo testimonianze di famiglie intere che resistono, di martiri in odio alla fede, di missionari laici e religiosi che rimangono accanto alla loro gente.

Non perdiamo la speranza, continuiamo a lavorare ognuno con quello che può nella posizione che ricopre, partendo dalle nostre case, comunità, città e seminiamo bene, parole di bene, azioni di bene piccole, quotidiane e proseguiamo nella nostra preghiera incessante, invochiamo la misericordia di Dio attraverso l’intercessione di Maria e dei santi perché apra il cuore di chi è chiamato a decidere, risani gli animi dei feriti e offesi, aiuti l’umanità a riscoprire la sua vera natura di persone capaci di convivere insieme pur nella diversità, rispettandosi e avendo lo sguardo tutti verso il mondo intero, verso Cristo che sulla croce ha offerto se stesso per salvarci. Combattiamo con le armi della fede il male, con la nostra compassione, con la semplicità, con la nostra pour povera e umile umanità, combattiamo il male che sembra volerci coprire con il buio delle sua presenza. Guardiamo Cristo luce del mondo che rischia le tenebre e ci indica la vita della Pace.

Non perdiamo la speranza e impariamo a perdonarci gli uni gli altri, solo questa è la strada della pace, della vera pace che non è solo assenza di guerra ma capacità di convivenza nel rispetto reciproco.

@unavoce – foto: fonte

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