Liturgia della Parola

Annunciazione

 

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ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE

Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio (Lc 1,30)

 

Meditando la PAROLA con il Card. Angelo Comastri: “ … L’Angelo viene mandato nella Galilea, a Nazareth, cioè nel “Terreno dell’umiltà”. Ed è nel terreno dell’umiltà che sboccia la vocazione di Maria. La grandezza di Maria sta nella grandezza della Sua umiltà. Maria non pesava di orgoglio, per questo la Sua libertà si aprì spontaneamente al Signore, meravigliosamente al Signore. Ogni misura di orgoglio che abbiamo dentro di noi, impedisce l’apertura della nostra libertà, impedisce la lealtà del “si” e dell’ “Eccomi!”. L’Angelo entra nella casa di Maria e porta il suo messaggio. Le parole riferite dall’Evangelista Luca, che traducono sicuramente il racconto di Maria, sono quasi intraducibili: Chaire, Giosci! Era un invito che nella Sacra Scrittura era sempre collegato agli annunci messianici: «Gioisci, esulta Gerusalemme! Gioisci, esulta, Figlia di Sion!». Maria sa che quella parola è gravida di significato. «Gioisci, esulta! Kecharitomene!» … Tu, che sei stata riempita di bellezza! Tu, che sei stata riempita di grazia! Il Signore è con Te, cioè stai per ricevere una grande missione! Noi ci saremmo aspettati a questo punto un salto di gioia da parte di Maria. Invece Maria, riferisce l’Evangelista, «fu turbata» epi to Logo, per questa parola. Il verbo, in greco, ha un significato molto forte, vuol dire: «fu sconvolta, fu impressionata, fu turbata da questa parola!» E perché? Non era una parola di gioia? «Gioisci, Tu che sei riempita di bellezza! Gioisci, Tu che sei stata riempita di grazia!»Continua

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