La vera conversione
“La sera di quel primo giorno…Gesù venne, stette in mezzo, e disse (agli apostoli): ‘Ricevete lo Spirito Santo! A chi rimetterete i peccati saranno perdonati e a chi li rimetterete resteranno ritenuti” (Giovanni 20.19, 22-23)
Un argomento che diventa sempre più difficile affrontare con i fedeli. Pur cristiani frequentatori abituali della vita della Chiesa, il Sacramento della Riconciliazione (la Confessione) è e rimane un Sacramento disatteso o vissuto con superficialità, con la convinzione che non abbiamo gravi peccati e che le cose importanti siano altre.
Il senso del peccato nel cristiano medio non c’è o diminuisce sempre più frutto forse di una società che scusa tutto, che libera tutto, che ritiene tutto giusto e che ognuno di noi ha il diritto di dire e di fare. Ora avere coscienza dei nostri limiti è invece importante per non crederci superiori ad altri e ritenerci giusti perché andiamo alla S. Messa e facciamo la carità. Facciamo fatica ad accostarci al confessionale per differenti motivi: per vergona, pensando all’inutilità, perché poi si commettono sempre gli stessi errori e quando ci andiamo se ci andiamo solitamente parliamo di disagi causati da altri più che verificare la nostra vita. Avere il coraggio di farsi una verifica seria di noi stessi e dirci quali sono i limiti della nostra vita del nostro carattere è sempre difficile perché riteniamo che siamo gli altri la causa semmai dei nostri limiti.
Ora la Quaresima è il tempo della conversione, del ritorno alla casa del Padre della verifica e vi invito a fare un serio esame di coscienza sui comandanti, sullo stile della vita, non su quello che vogliamo noi o riteniamo giusto ma verificare la vita con il vangelo con i comandanti con la disciplina della Chiesa in ordine a Dio e ai fratelli, guardandola attraverso la vita e la vocazione che viviamo. C’è una bella lettera del vescovo di Oslo a cui vi rimando, scritta alla sua comunità che forse può aiutarci a fermarci a riflettere e preparaci ad accostarci al Sacramento della Riconciliazione.
Fermati e pensa alla tua vita vai dal sacerdote, il tuo cappellano, il tuo parroco, un sacerdote che vuoi della tua chiesa o di una chiesa vicina o di santuario ma prepararti alla confessione vissuta con verità. Leggi i comandamenti e verifica il tuo cammino, non scusarti ma riconosci i tuoi limiti i tuoi peccati, verifica la tua vita cristiana, la fedeltà alla partecipazione, la tua preghiera personale, la tua carità in casa prima ancora che fuori, a come vivi in famiglia sul lavoro con gli amaci nella società, come rispetti le regole della convivenza nella tua città, nel tuo quartiere … come coltivi i rapporti con le persone, la tua fedeltà alla tua vocazione, al linguaggio che usi, al coraggio nel affrontare le problematiche …
“La confessione è in crisi in molti Paesi. I confessionali fungono da nascondigli per pennelli e stracci. I preti hanno smesso di confessarsi, quindi la gente ha smesso di confessarsi. La civiltà occidentale, principalmente con l’aiuto di un esercito di psicologi e ingegneri sociali dei media, esegue una “assoluzione” laica sostitutiva. Alle società e, purtroppo, anche ai credenti è stato detto che sono irreprensibili. Stiamo parlando solo di debolezza, rottura di un matrimonio, esaurimento, disadattamento o trauma infantile. Dove non c’è confessione, non c’è conversione. Allora il male diventa incurabile”. (cfr. parrocchiarapolano)
Per rinnovarsi nel cuore e nella mente per alimentare l’anima serve attenzione, raccoglimento, preghiera, partecipazione. Ora, accostati al Sacramento preparandoti con onesta e sincerità consapevole dei tuoi peccati, raccontando, elencando i tuoi peccati, accogliendo poi la parola del sacerdote con l’impegnati e la promessa di non ripetere gli stessi errori, offri un sacrificio per riparare al male e ringrazia Dio accogliendo l’assoluzione fermandoti in preghiera a ringraziarlo per la sua Misericordia.
ATTO DI DOLORE
Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami
@unavoce – foto: fonte







