Liturgia della Parola

Domenica Palme

 

 

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I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.

 

DOMENICA DELLE PALME

PASSIONE DEL SIGNORE

Osanna al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore il re d’Israele! Osanna nell’alto dei cieli! (Mt 21,9)

 

Meditando la PAROLA con don Marco Giordano“Il percorso quaresimale muove gli ultimi passi verso il suo traguardo, e lo fa compiendo il tratto più decisivo e importante. Entriamo con la domenica delle Palme nella Settimana Santa, la cui denominazione già esplicita la sua rilevanza. Come è consuetudine si ascolta oggi l’intero racconto della Passione di Cristo, quest’anno narrataci da Matteo. Ma dal medesimo evangelista ascolteremo, per chi partecipa alla processione delle Palme all’inizio della celebrazione, anche il brano dell’ingresso a Gerusalemme di Gesù.  Da questi due brani emerge in modo chiaro, come spesso viene commentato, l’atteggiamento contraddittorio vissuto dalla folla. Prima celebra con gioia l’ingresso del «profeta Gesù, da Nazareth di Galilea» (Mt 21,11) e di lì a poco lo condanna al duplice grido «sia crocifisso!» (Mt 27, 22.23). Questa differenza di atteggiamento non è l’unica che emerge, occorre notare come, più in profondità, affiori la differenza tra la gloria umana e quella divina. Invece di un regale corteo Gesù entra in Gerusalemme a cavallo di un’asina e di un puledro, attualizzando le profezie. Ma soprattutto con la morte in croce di Cristo si sprigiona in tutta la sua energia la potenza dell’amore di Dio e si compie la glorificazione del suo Figlio. Nella più grande umiliazione si attua la glorificazione del Figlio di Dio; come a dire che nel toccare il fondo estremo l’opera di Dio per ognuno di noi raggiunge l’apice massimo.  Questa è la vera contraddizione, quella che deve ribaltare tutte le logiche del mondo. Impariamo a pensare e ad agire secondo Dio e non secondo gli uomini (cf. Mt 16,23), e vivremo così da figli di Dio; in questo la celebrazione ormai prossima della Pasqua e della resurrezione di Cristo sarà la risposta definitiva che deve sciogliere ogni nostra esitazione”.

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