Ad alta voce
Di rientro da Roma, dove sono stato con tutti cappellani e il nostro Arcivescovo, per la celebrazione della S. Messa Crismale, dove oltre a benedire e consacrare gli Oli, i sacerdoti rinnovano le promesse sacerdotali, riflettevo e desidero ora condividere con voi questi pensieri.
Noi preti siamo complicati, qualcuno direbbe: “gente strana” di lo siamo chi un modo chi nell’altro perché nonostante le nostre povertà abbiamo scelto di seguire il Signore e lo dico con il sorriso e con orgoglio e come provocazione. Siamo gente semplice, con un grande dono che non sempre sappiamo gestire, l’umanità emerge dirompente nel nostro ministero talvolta più di quello che dovrebbe. Pur in mezzo al popolo di Dio siamo soli alla fine, una solitudine che per alcuni diventa limite, per altri ricarica e dono da salvaguardare.
Personalmente non mi sono mai sentito solo, la preghiera, lo studio e il lavoro nella vigna del signore mi hanno sempre riempito le giornate. Ho sempre trovato tempo per il ministero e per stare con gli amici, tutti sono amici ovviamente ma con alcuni c’è più sintonia come è naturale che sia e ogni situazione ê una benedizione per la vostra vita di uomini e sacerdoti. Crisi vocazionale non ne ho mai avute, crisi di servizio sempre non sentendomi né degno né capace ma con tanta fede nel cuore sicuro che Dio guida le mie povertà e le trasforma in aiuto per gli altri.
Scrivo questi pensieri disordinati e ad alta voce affinché le nostre comunità la nostra gente ci sostenga sempre con la preghiera e io sento che la gente che mi è affidata prega e mi sostiene.
Dico a me e ai miei confratelli però che dobbiamo volerci bene tra di noi come presbiterio uniti ai nostri vescovi. Volerci bene, sostenerci, visitarci, condividere e ai nostri vescovi di starci accanto con affetto sincero severo sé e quando serve ma guidare sempre il nostro cammino, interessarsi alle nostre umanità e al nostro servizio talvolta invisibile ma fatto per il Signore.
In questo giorno dove abbiamo rinnovato le nostre promesse sacerdotali sale la mia povera preghiera per tutti i confratelli del mondo soprattutto per quelli che vivono momenti di difficoltà per differenti ragioni e prego per i nostri vescovi e per il Papa, solo uniti, rispettosi, dignitosi nella vita, nelle parole, nei gesti esterni possiamo testimoniare il grande amore per Cristo e la Sua Chiesa con la nostra vita serena e la nostra costante presenza in mezzo al nostro popolo nella porzione che ci è affidata.
“Agnoscite quod agitis, imitamini quod tractatis”: “Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai”. In altre parole: fai anche tu ciò che fa Cristo nella Messa, cioè offri te stesso a Dio in sacrificio vivente. È il senso profondamente spirituale delle promesse sacerdotali”. (cfr. diocesinola)
Una frase che avevamo davanti ogni giorno scendendo nella Cappella del Seminario a pregare, erano incise sull’Altare e sono impresse nel mio cuore a monito e guida del mio cammino di cristiano e di sacerdote, parole non sempre facili da seguire, ma obiettivo da perseguire sempre e su cui pregare tutto insieme.
@unavoce – foto: fonte







