Liturgia della Parola
_______________
RIMANI IN CONTATTO
- La tua preghiera: pregheremo per te e con te
- I tuoi pensieri: raccontaci la tua storia
- La carità: offerta della S. Messa
- Album Fotografico: inviaci una foto
- Seguici: sui social
I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.
DOMENICA DI PASQUA
«RESURREZIONE DEL SIGNORE»
vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. (Gv 20,9)
Meditando la PAROLA con don Marco Giordano: “La profonda delusione e l’enorme paura vissuta il venerdì Santo con la morte e crocifissione di Gesù sembrano aumentare nelle donne e nei discepoli che accorrono e vedono che la pietra «era stata tolta dal sepolcro» (v. 1). Come a dire che al male non c’è mai limite: non bastava che il loro Maestro fosse stato barbaramente ucciso, anche il suo corpo sembrava esser stato trafugato. Ma la delusione e la paura improvvisamente vengono spazzate via da un evento incredibile che l’evangelista Giovanni riassume in due azioni compiute dall’“altro discepolo”, quello che assieme a Simon Pietro era corso al sepolcro. Egli, entrato dopo Simon Pietro, «vide e credette» (v. 8). Comprese la Scrittura cioè che Gesù doveva risorgere dai morti (cf. v. 9)! La resurrezione di Cristo però, se ci fermassimo a questo, sarebbe una notizia che riguarda il Figlio di Dio e al massimo gli apostoli. Ma sappiamo bene che non è così limitata la Pasqua del nostro Signore. Il messaggio della resurrezione non riguarda solo Gesù, ma soprattutto noi insieme con Lui. E non riguarda solo la vita dopo la morte ma anche e innanzitutto il modo in cui noi possiamo vivere questa vita terrena affinché non abbia termine con la morte. Gesù, come uomo, a Pasqua è morto sul serio, “veramente” direbbe Ignazio di Antiochia. La risurrezione non lo ha portato a riprendersi la vita di prima. Gesù con la sua umanità è entrato nella pienezza della vita di Dio. La morte non ha più nessun potere su di lui. Gesù ha speso la sua vita per amore. Con la morte, l’amore che ha donato diventa definitivo, non si cancella più. Il cammino dell’uomo verso l’eternità, verso Dio passa attraverso l’amore. Gesù è entrato nella morte spinto dall’amore per noi, in obbedienza al Padre. Ed è donando la vita che ha raggiunto la risurrezione. Tale sia anche il nostro atteggiamento per vivere la pasqua ogni giorno”.








