Papa Leone XIV

“Gesù, Re della pace. Un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo: ‘Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue”. (cfr. Papa Leone XIV)

 

Ti rimando a un articolo “la forza non violenta della pace” che raccoglie gli appelli di questo periodo del Papa per la Pace.

Una serie di inviti, richiami, monizioni, suppliche per richiamare alla pace non solo i cristiani nella loro vita ordinaria ma i potenti della terra che decidono delle sorti del mondo. “Dalle mani che “grondano sangue” della Domenica delle Palme, a quelle che depongono le armi, invocate nel messaggio per l’Urbi et Orbi. I richiami alla pace del Pontefice invitano a non lasciarsi sopraffare da indifferenza e assuefazione, ma a credere con fermezza nel “Dio che rifiuta la guerra”. (cfr. VaticanNews)

Dalla Domenica delle Palme “rimetti la spada nel fodero”, passando per la S. Messa Crismale “il bene non può venire dalla prevaricazione” per giungere alla Messa in Coena Domini “dove Cristo ci insegna dedizione, servizio e amore”, alla Via Crucis con la preghiera di san Francesco di cui ti riporto il testo: “Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio concedi a noi miseri di fare, per tua grazia, ciò che sappiamo che tu vuoi, e di volere sempre ciò che ti piace, affinché interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del Figlio tuo, il Signor nostro Gesù Cristo e a te, o Altissimo, giungere con l’aiuto della tua sola grazia. Tu che vivi e regni glorioso nella Trinità perfetta e nella semplice Unità, Dio onnipotente per tutti i secoli dei secoli”, (cfr. Via Crucis) e proseguire nella Veglia pasquale dove ci ricorda che “Dio non vuole la nostra morte”, per arrivare alla solenne celebrazione del giorno di Pasqua “il Signore è vivo e rimane con noi”, sino alla benedizione Urbi et Orbi dove ci ha ricordato che “la forza della risurrezione di Cristo è assolutamente non violenta”.

Sono questi alcuni degli ultimi appelli che il Pontefice incessantemente ha rivolto e rivolge al mondo e a chi detiene le sorti del mondo ricordando che è importante “tornare al tavolo per dialogare”.

Con questo spirito anche noi, dalle nostre periferie, dai nostri ambienti di vita e di lavoro, dove forse possiamo pensare che non possiamo fare niente è invece importante non venir meno nella preghiera e per la nostra comunità continueremo con la recita comunitaria del Santo Rosario al venerdì e sabato prossimo unendoci spiritualmente alla veglia di preghiera per la pace proposta dal Papa e infondere pace intorno a noi con le nostre parole, i nostri atteggiamenti, con l’interagire sui social in modo positivo e attuare un tempo di vera risurrezione vissuta nella speranza operosa per costruire un mondo migliore affinché tutti si facciano carico del bene comune.

@unavoce – foto: fonte

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