e Fede
Oggi, forse più del passato, la religione la fede e lo spirituale, viene relegata ai margini della vita con un doppio rischio: o escludersi perché ci riteniamo superiori, indifferenti o immergerci perché ci sentiamo troppo fragili. Due limiti che non aiutano e non solo l’essenza della fede e della religione.
Vediamo e sappiamo dalla storia, passata e recente, che le religioni hanno creato problemi e purtroppo ci fermiamo solo all’albero che cade e non al filo d’erba che cresce, purtroppo vediamo la fede e la religione solo come una organizzazione che deve aiutare il sociale e talvolta la Chiesa e le chiese si sostituiscono a quello che la società e ognuno di noi dovrebbe fare.
Ora, vi rimando a uno studio, apparso sulla rivista dei Gesuiti, “La Civiltà Cattolica”, del gesuita Giovanni Cucci, qui vi riporto l’incipit per invitarvi a leggere integralmente l’articolo.
“Quando la psicologia si occupa di tematiche religiose, concentra prevalentemente l’attenzione sugli aspetti patologici o ritenuti tali. È un approccio acritico, spesso viziato dal pregiudizio nei confronti della religione, stigmatizzato dall’autore, che mostra come psicologia e religione possano interagire e fornire un contributo prezioso all’analisi delle questioni ultime e perennemente irrisolte.
Facendo riferimento a una serie di ricerche di autorevoli studiosi, p. Cucci dimostra l’importanza dell’interazione fra psicologia e fede religiosa e i limiti di un approccio teso a escluderla. Terreno di confronto sono lo sviluppo morale, la conversione, la mistica, il peccato e la morte, tematiche che riconducono alle domande su Dio e riguardano anche chi giunge alla sua negazione …”. (cfr. La Civiltà Cattolica)
Occasione per rivedere e vivere la nostra fede e la nostra religiosità all’interno della vita della Chiesa come protagonisti che si lasciano guidare per rinnovare il cuore e l’anima e di conseguenza le azioni e la vita di tutti i giorni.
La dimensione spirituale nell’uomo è inscindibile, pertanto è responsabilità di ognuno prendere coscienza di questo e non limitarci a giudizi o atteggiamenti superficiali comodi e con pregiudizio. Il culto religioso ha questo impegno di introspezione, di dialogo, di confronto, di amore e al di là dei giudizi pro o contro di studiosi, la religione ci ricorda e ci deve ricordare che le cose importanti della vita alle quali non possiamo rinunciare hanno questo aspetto spirituale dimensione dell’uomo alla quale non possiamo rinunciare solo per una presa di posizione, ma elemento naturale dell’umano che dobbiamo coltivare nel rispetto delle singole scelte.
@unavoce – foto: fonte







