Liturgia della Parola
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I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.
II DOMENICA DI PASQUA
O DELLA DIVINA MISERICORDIA
«Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» (Gv 20, 29)
Meditando la PAROLA con don Marco Giordano: “Il Vangelo di questa seconda domenica di Pasqua ci offre ben due apparizioni del Risorto. La prima avviene il giorno di Pasqua e l’altra, quella che ha per coprotagonista Tommaso, otto giorni dopo. Nella prima apparizione possiamo ben distinguere due quadri: per prima cosa occorre riconoscere la presenza del Signore Risorto; poi da lui si riceve una missione molto importante. Tutto questo certifica il passaggio (Pasqua significa proprio passaggio!) da parte dei discepoli dalla paura alla gioia. La seconda apparizione invece mostra il passaggio dall’incredulità alla fede. Tommaso, figura che guardiamo sempre con tenerezza, incarna la fatica nel credere; è molto solidale al nostro sforzo quotidiano nel credere al Risorto. Da questa scena scopriamo anche come il Signore stesso si sia dovuto impegnare per farsi riconoscere dai suoi, per vincere la loro incredulità, per superare soprattutto le attese e i modi di pensare dei suoi discepoli. Il messaggio pasquale però riguarda anche noi, e la nostra vita. Possiamo infatti ancora riconoscere il Risorto, proprio come è capitato ai discepoli e a Tommaso. Lo possiamo incontrare ogni qualvolta compiamo il passaggio dalla paura alla gioia, e ancora di più dalla gioia alla missione. Nonostante i nostri limiti e le nostre difficoltà il Signore Risorto riserva anche per noi uno spazio dentro la sua grande missione. Mandato che possiamo tradurre con testimonianza: essere cioè nei nostri ambiti di vita, testimoni del Risorto, proprio come i primi discepoli verso Tommaso. Facciamo nostre le parole di san Pietro che ascoltiamo nella seconda lettura: «Siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, […] torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa» (vv. 6-9)”.








