Con Dio
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria. (Colossesi 3, 1-4)
Troppo presi a fare, troppo presi a pianificare il futuro, troppo presi ad organizzare … da dimenticarci il presente. La dimensione verticale della vita non è un accessorio per qualcuno che sceglie ma è insita in noi e anche se la esprimiamo in modi differenti non possiamo negarla, pertanto la domanda è: come vivi la tua dimensione spirituale?
Parlare di farsi santi sembra un discorso ambizioso e lo è ma non ci deve impressionare perché questa è la vera vocazione del cristiano anzi direi dell’uomo.
Se lo scopo e dar gloria a Dio, la gloria a Dio la diamo con la nostra vita santa. Allora le domande potrebbero essere: Come vivere questa vita così complessa? come vivere la nostra umanità così complicata? Fidandosi di Dio, lasciando agire lo Spirito Santo dentro di noi, leggendo la vita e gli eventi della vita alla luce di Dio.
Non santi in chiesa e vuoti fuori, non santi in chiesa e organizzatori fuori, ecc. ma la santità è nel sapere abitare con Dio anche e nonostante la vita che ci assorbe e che ci complica e si complica, anche e nonostante i nostri caratteri e le nostre umanità.
Questo vale per tutti e per noi sacerdoti in modo particolare. La nostra vocazione, la formazione, le promesse … tutto bello e nello stesso tempo tutto complicato se ci fidiamo solo della nostra umanità ma l’atteggiamento e la prospettiva è e deve essere quella di mettersi nelle mani di Dio, non aspettando ma lavorando e impegnandosi. Se chiediamo una pianta a Dio e Lui ci risponde con un seme e una vanga, non dobbiamo lamentarci ma comprendere che Dio opera solo con la nostra collaborazione.
“Avere una relazione viva”, “praticare la sua presenza”, sono espressioni che Papa Leone ha usato qualche tempo fa parlando a dei seminaristi spagnoli e mi suggeriscono questa riflessione per me, per chi ha fatto la scelta di consacrare la vita a Lui, il Signore Gesù a servizio della Chiesa, ma anche, e mi permetto di ricordarlo, a tutti, perché questo è l’impegno serio di ogni cristiano per realizzare la sua vocazione, la sua vita.
Essere autentici è la carta vincente, non sprechiamo la vita riconcorrendo chissà quale successo, carriera, realizzazione economica o professionale per poi non vivere, non conoscere, non amare e rimanere soli. La solitudine che dobbiamo vivere è abitata da Dio che ci offre spazio per noi e tempo per chi è accanto a noi, una solitudine abitata da una relazione viva con Dio darà senso alla nostra vita e al nostro impegno.
@unavoce – foto: fonte







