Liturgia della Parola
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I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.
III DOMENICA DI PASQUA
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. (Lc 24, 15-16)
Meditando la PAROLA con don Marco Giordano: “Il testo evangelico di questa terza domenica di Pasqua lo possiamo classificare tra i testi più celebri e conosciuti; chissà quante volte l’abbiamo letto il brano dei discepoli di Emmaus. La trama la sappiamo quasi a memoria, e forse di questo brano ne conosciamo anche molti dettagli. Il rischio è quello di perdere la novità e la potenza di questi versetti. In questo episodio, che solo Luca ci racconta, troviamo il mistero centrale della vicenda cristiana, cioè la presenza viva di Cristo, del Risorto, in mezzo a noi. Questo testo ci dice che ogni cristiano ha la possibilità, e diciamo pure quasi l’obbligo, di incontrare realmente il Signore che si avvicina e cammina con noi (cf. v. xx). Nell’esperienza dei discepoli di Emmaus troviamo gli elementi fondamentali e imprescindibili per incontrare ancora oggi il Risorto e far sì che lui agisca nella nostra vita: le Scritture e l’Eucarestia. Abbiamo le Scritture e possiamo leggere tutti gli avvenimenti della nostra vita, belli e tristi, attraverso la lente del mistero di Gesù; esso comprende la vita e la morte, il bene e il male. Così facendo gli avvenimenti della nostra vita riacquistano un significato, contengono in sé una speranza. L’Eucaristia è l’esperienza della sofferenza e della morte trasformata in amore e in resurrezione. Non solo le fatiche quotidiane, non solo i peccati, ma addirittura la morte. Addirittura nell’Eucaristia la morte diventa rivelazione d’amore e quindi manifesta la vittoria della vita. Allora rileggere nella Parola di Dio e nella Eucaristia la nostra vita vuole dire ritrovare la presenza del Signore. E lì è tutto: se il Signore è con noi in ogni momento, allora ogni momento può diventare esperienza di fiducia e di gioia e di speranza”.








