Una responsabilità

“mentre la storia del mondo continua a essere attraversata da divisioni, guerre e conflitti, noi cristiani non possiamo limitarci a parlare di fraternità come di un ideale da raggiungere. Siamo chiamati a riceverla come un dono e, al contempo, ad assumerla come una responsabilità molto seria e urgente”. (cfr. VaticanNews)

 

Fraternità è stato uno degli argomenti trattati dal Predicatore della Casa Pontificia in occasione delle prediche quaresimali alla Curia Romana. Il tema è interessante e ci coinvolge tutti. Fraternità, quante volte ne parliamo e la desideriamo e la sua riflessione ci apre a uno sguardo nuovo forse da cui partire o ripartire e su cui riflettere. Non possiamo limitarci a parlarne e solo a desiderarla ma siamo chiamanti a riceverla come dono e assumerla come responsabilità.

Anche nelle nostre realtà di vita di chiesa, di comunità parrocchiali, di posti di lavoro la dimensione fraterna è fondamentale per una buona convivenza e una realizzazione della vita stessa, sia sociale che cristiana. Ora vi lascio qualche passaggio della meditazione perché possa anche per noi essere di aiuto nella riflessione e occasione per rinnovarci nell’impegno.

“La fraternità non è un accessorio della vita spirituale, né soltanto un contesto favorevole in cui crescere più facilmente nella grazia. È il luogo dove la conversione si verifica davvero: il banco di prova più serio e, nello stesso tempo, il segno più eloquente di ciò che il Vangelo può operare nella nostra vita … I fratelli sono un dono del Signore. Ma, proprio per questo, non hanno semplicemente la funzione di aiutarci o sostenerci lungo il cammino: ci sono affidati perché la nostra vita possa cambiare … Nella loro diversità, nei loro limiti e talvolta anche nelle loro fatiche, essi diventano lo spazio concreto in cui Dio lavora la nostra umanità, sciogliendo le nostre rigidità e insegnandoci a vivere con un cuore più vero e più capace di amore”. (cfr. VaticanNews)

Ora se noi viviamo nel risentimento questo ci porterà alla distanza tra di noi e “Quando non riusciamo a fare pace con questa realtà, la presenza dell’altro può diventare insopportabile … Nelle occasioni in cui i rapporti si incrinano e la comunione è ferita, il Vangelo non suggerisce anzitutto di difendere i propri diritti, ma di cercare il bene migliore e sempre possibile: quello che permette di riconoscere nell’altro non più un avversario o un debitore, ma un fratello amato dal Signore”. (cfr. VaticanNews)

Ognuno di noi è invitato a riflettere su questo e a come si comporta e si muove all’interno della comunità per rispondere con sincerità al Signore e perfezionare o migliorare la sua presenza attiva, la fraternità è una responsabilità di tutti.

@unavoce – foto: fonte

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