E fiducia
Vestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. Al di sopra di tutte queste cose vestitevi dell’amore che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti. (Col. 3.12-17)
La gentilezza e la fiducia sono pilastri fondamentali per le relazioni umane e il benessere, agendo come collante sociale e generatori di positività. “Nella Bibbia, la gentilezza e la fiducia sono virtù centrali, intrecciate profondamente con l’amore di Dio e la relazione tra le persone. La gentilezza è vista come un’estensione dell’amore divino, mentre la fiducia è l’atto di affidarsi totalmente a Dio, specialmente nei momenti difficili”. (cfr. VaticanNews)
Parlando di queste oggi voglio soffermarmi con voi con questa citazione che di seguito vi riporto: “Spero che, col tempo, tu possa vedere che questa vita non è solo una stranezza del destino. Questa era la tua vocazione. Il tuo destino. Un destino che tocca ogni cosa vivente. Che ti piaccia o no, siamo padroni del nostro destino. Niente è scritto. E la nostra causa, per quanto giusta, svanisce in confronto all’impatto del nostro effetto. Qualsiasi speranza per un futuro migliore viene dal voler quel futuro in divenire. Un futuro che riflette la misura del bene dentro di noi. E tutto ciò che è buono dentro di noi è misurato dal bene che facciamo per gli altri. Condividiamo tutti lo stesso destino — lo stesso futuro. La somma delle nostre infinite scelte. Un futuro del genere è costruito sulla gentilezza, sulla fiducia e sulla comprensione reciproca, se decidiamo di accettarlo. Guidando senza esitazione verso una luce che non possiamo vedere. Non solo per coloro che ci stanno vicino, ma per quelli che non incontreremo mai. Spero che tu sappia che ti amerò sempre, fratello. E ti rivedrò, anche se spero non troppo presto. Il mondo ha ancora bisogno di te. Certo, non lo sapranno mai, ma noi l’abbiamo fatto. Noi, che viviamo e moriamo nelle ombre”. (cfr. reddit)
E’ il discorso finale del film: Mission: Impossible – The Final Reckoning (2025) il testo sottolinea che il vero valore risiede nel bene fatto per gli altri e nella scelta di creare un futuro basato su gentilezza e fiducia, agendo nell’ombra. Un monologo che mi ha fatto riflettere e che oggi condivido con voi. Parole che ci parlano di destino e volontà: “Siamo padroni del nostro destino. Niente è scritto”, dove le nostre azioni portano hanno un peso determinante “La nostra causa, per quanto giusta, impallidisce in confronto all’impatto delle nostre azioni”. Da qui una visione della vita che ci porta a riflettere sul destino che tocca ogni essere vivente, e la misura di tutto è il bene fatto per gli altri e questo il messaggio che voglio sottolineare con voi: il bene che facciamo e l’importanza di compiere sempre gesti di bene di lavorare per compiere sempre il bene e in uno scenario mondiale dove solo gli interessi di parte che siano di potere o di economia non fanno neppure per un istante intravedere il bene comune e chi alza la voce per riportare al centro la persona la sua dignità vinee attaccato.
Se questo sembra un problema solo dei capi del mondo non deve in nessun modo farci incrociare le braccia ma semmai ripensare a come ci poniamo nella vita come viviamo i valori in cui crediamo. Troppo facile puntare il dito o pensare che non ci riguarda o che non possiamo fare nulla, tutti possiamo compiere gesti di bene ogni giorno attorno a noi. Gentilezza e fiducia senza metterci sotto i riflettori ma seminando ogni giorno nel nostro quotidiano con le nostre azioni, le nostre parole con le scelte che compiamo sull’esempio delle parole di San Paolo citate in apertura.
@unavoce – foto: fonte







