Ascensione, Giovanni Battista Ramenghi, (1585

Liturgia della Parola

Ascensione del Signore

 

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I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.

ASCENSIONE DEL SIGNORE

Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. (Mt.28,19-20)

Meditando la PAROLA con don Marco Giordano: “Il tempo pasquale sta per terminare e di esso iniziamo a respirarne il compimento e la degna conclusione. Oggi è la solennità dell’ascensione del Signore e l’invito è certamente quello di guardare in alto e lontano, senza però distogliere l’attenzione dalla nostra condizione terrena.  Il Signore Gesù, vincitore del peccato e della morte, ci ha preceduti nella dimora eterna per confermarci che dove è Lui, capo e primogenito, saremo anche noi, sue membra, uniti nella stessa gloria. Nel Vangelo di questa domenica troviamo concatenate due espressioni del Signore. Da un lato ci rassicura sul fatto che Egli detiene ogni potere, ma che questo può essere esercitato in modo salvifico verso l’umanità se la Chiesa, cioè noi, rendiamo discepoli di Cristo gli uomini.  Il potere più grande che possiede il Signore è quello di poter salvare ogni uomo, ma ciò è possibile solo se di questa salvezza si può rendere partecipe la totalità delle genti. La più alta missione della Chiesa allora si fonda su questo ultimo invito fatto dal Risorto: essa abita nel mondo, ma sotto la sovranità di Cristo. Deve presentare al mondo la sovranità di Cristo perché gli uomini la riconoscano e liberamente la accettino.  La nostra testimonianza e il nostro servizio alla Chiesa e a Cristo sarà tanto più efficace e tanto più “contagiante” tanto più riusciamo ad essere testimoni autentici perché prima abbiamo incontrato in prima persona la potenza di salvezza del Risorto. Le ultime parole del Signore vogliono darci coraggio e sostegno in questo non facile impegno, ci assicura infatti la sua presenza «tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (v. 20); d’altro canto, dall’Emmanuele, il Dio con noi, non potevamo che aspettarci questo!”.

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