La Pentecoste di Nicolás Borrás (1530 – 1610) Museo di Belle Arti di Valencia

Liturgia della Parola

Pentecoste

GIORNATA GIUBILARE

 

_______________

RIMANI IN CONTATTO:

I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.

 

DOMENICA DI PENTECOSTE

«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. (Gv 20,21-22)

 

Meditando la PAROLA con don Marco Giordano“La gioia della Pasqua col suo messaggio carico di speranza giunge con la celebrazione odierna al suo compimento. La solennità della Pentecoste chiude in un certo senso il tempo pasquale, ma ci apre ad orizzonti nuovi in cui la Chiesa, grazie al dono dello Spirito, diventa protagonista. Lo Spirito Santo è la grande figura di spicco della liturgia della Parola; sotto diversi aspetti viene raccontato come ci è stato donato e quali sono i suoi effetti positivi. Se circoscriviamo il nostro commento al testo evangelico notiamo come l’invio dello Spirito da parte del Risorto avvenga fondamentalmente perché noi suoi discepoli continuiamo a portare il frutto del Vangelo e a trasmettere a tutti gli uomini la vita che abbiamo ricevuto. Il Padre vuole che tutti gli uomini ricevono la pienezza della vita, per questo è venuto il suo Figlio e per lo stesso motivo a noi è donato il Consolatore. Vista la grandezza di una tale missione si comprende bene come occorra questo aiuto fondamentale, l’intelligenza umana o la buona volontà non possono bastare per compiere la missione di Cristo. E se ciò è stato vero per gli Apostoli, a maggior ragione è vero anche per noi.  Per agire «come» Gesù e «in nome» di Gesù i discepoli debbono diventare nuove creature; devono essere rigenerati da quello Spirito, terza persona della Trinità, per opera del quale Cristo stesso è stato concepito. Grazie ad esso i discepoli di ogni tempo potranno “rimettere i peccati” (v. 23), potranno cioè combattere e sconfiggere la forza negativa del peccato e aprire l’uomo alla bellezza della vita in Dio. Sempre facendo riferimento a Cristo, il Risorto, l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. (cf. Gv 1,29).

Grazie della tua visita se vuoi rimanere collegato con noi iscriviti alla newsletter clicca qui