con il nostro Arcivescovo

 

In questi giorni è in corso il 66° Pellegrinaggio Militare Internazionale che stiamo seguendo con la preghiera e oggi vi lascio l’omelia che il nostro Arcivescovo ha tenuto alla Grotta perché possa essere anche per noi occasione di riflessione e di preghiera.

“Carissimi fratelli e sorelle, carissimi giovani militari, in modo speciale a voi, un pensiero senza escludere nessuno. Siamo qui, pellegrini, alla grotta dove la piccola Bernadette accolse l’invito di Dio e desiderò così rimanere fedele a quell’appuntamento di dialogo con il Signore, attraverso la mediazione materna di Maria, la quale in questi appuntamenti d’incontro con Bernadette volle rivelare a lei ancora una volta il progetto di amore, il progetto salvifico di Dio per l’umanità. Anche noi siamo venuti qui per accogliere un progetto che è personale ma che è anche universale, un progetto di amore.

 Negli Atti degli Apostoli abbiamo potuto ascoltare oggi la vicenda dell’Apostolo Paolo che giunge finalmente a Roma attraverso prove e fatiche. Non entra nella città da uomo libero ma da prigioniero, eppure il cuore custodisce la libertà del Vangelo. E’ sorvegliato da un soldato ma nulla può imprigionare la parola di Dio.

 Un soldato, non che si contrapponeva alla parola di Dio, posto da altri poteri a sorvegliare l’Apostolo Paolo. La storia cristiana narra tante vicende nelle quali i soldati posti per adempiere la loro missione e il loro servizio, in tale circostanza poterono scoprire Cristo, poterono incontrare il Vangelo di Gesù. Infatti ogni uomo di buona volontà quando compie il suo servizio con amore, con generosità, con il cuore aperto a Dio, qualunque sia la condizione, la professione, la situazione, può incontrare il Signore.

 Come Bernadette trovò qui il suo appuntamento con Dio, così è bello pensare che quel soldato poté trovare nella casa di Paolo l’appuntamento con Dio. E così mi piace pensare alle tante cappellanie dell’Ordinariato militare, dove accompagnati dai vostri cappellani, che annunciano il Vangelo con gioia e in una relazione interpersonale, vi è data la possibilità di incontrare Cristo, di conoscerlo, di scoprirlo, di sceglierlo e di seguirlo. E perciò nessuno può sorvegliare il Vangelo, perché il Vangelo è Cristo stesso, il quale liberamente incontra il cuore di ogni fedele CONTINUA

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