Sequenza

 

“L’11 agosto 1264, Papa Urbano IV pubblicò la bolla Transiturus de hoc mundo in cui, dopo aver esaltato l’amore di Nostro Signore Gesù Cristo espresso nella Santa Eucaristia, ordinò la celebrazione annuale della solennità del Corpus Domini per la Chiesa Universale. La bolla prevedeva poi varie indulgenze per i fedeli che partecipano alla Santa Messa e all’Ufficio. In occasione dell’istituzione di questa bellissima solennità San Tommaso d’Aquino si occupò della stesura della solenne liturgia che ancora oggi la contraddistingue”. (cfr. divinarivelazione)

La sequenza, infatti, del Corpus Domini, nota come Lauda Sion Salvatorem, che qui di seguito riporto la parte finale, è un solenne componimento poetico-musicale composto da San Tommaso d’Aquino. Cantata o recitata prima del Vangelo, celebra la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, includendo temi come la transustanziazione e il banchetto della nuova Pasqua.

La sequenza inizia invitando la Chiesa a lodare il Salvatore (v. 1-4), riconoscendo l’Eucaristia come il dono supremo. Centrale è l’affermazione dogmatica che il pane si muta in carne e il vino in sangue (v. 5-7), una verità che va oltre i sensi e richiede la fede. Viene meditato che Cristo è intero in ogni specie e in ogni frammento; non viene frantumato, ma ricevuto totalmente. L’Eucaristia è descritta come il pane degli angeli e dei pellegrini (v. 13-16), nutrimento essenziale per il cammino dell’anima verso l’eternità. La sequenza rilegge le prefigurazioni dell’Antico Testamento (Isacco, l’agnello pasquale, la manna) che trovano compimento nel sacrificio di Cristo. Conclude con una preghiera accorata a Gesù, “Buon pastore”, affinché nutra, difenda e conduca i fedeli alla tavola del cielo.

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nùtrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.
(cfr. chiesacattolica)

L’Eucaristia è considerata il “culmine e la fonte” di tutta la vita cristiana, rappresentando il cuore pulsante della fede e della comunità ecclesiale. Istituita da Gesù nell’Ultima Cena, è il sacrificio di ringraziamento in cui Cristo dona realmente il suo Corpo e Sangue, alimentando i fedeli e unendoli in comunione”. (cfr. Card. J. S. Martins)

Non lasciamoci mancare questo momento nel nostro cammino cristiano nella nostra vita spirituale.

@unavoce – foto: fonte

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