Liturgia della Parola
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I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.
XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
“Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. (Mt 11, 25)
Meditando la PAROLA con don Marco Giordano: “Con questa prima domenica del mese di luglio torniamo a tutti gli effetti al tempo ordinario. Ferialmente lo abbiamo già fatto da un po’, ma durante le domeniche abbiamo continuato a celebrare alcune feste molto importanti che, per un motivo o per un altro, erano legate al tempo pasquale. In questo ritorno all’ordinarietà incontriamo un Vangelo molto conosciuto e apparentemente facile. Ma dietro a questa semplicità si nascondono profondi insegnamenti. E possiamo ben dire che la semplicità e il diventare come Gesù sono due temi che ben si legano alla celebrazione del Corpus Domini che abbiamo celebrato domenica scorsa. Oggi innanzitutto emerge, al contrario di quello che uno si può aspettare, la predilezione di Dio per i “piccoli”, per i più bisognosi, coloro che hanno sentito rivolto a loro l’appello alla conversione e con gratitudine hanno accolto la salvezza che proviene da Dio. Davvero la logica umana è ancora una volta ribaltata, un po’ come quando Gesù ha detto «gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi» (Mt 20,16). La salvezza è dono e deve essere accolta come tale. La presunzione di chi si ritiene arrivato perché possiede tante cose o tante conoscenze può diventare un ostacolo alla recezione del messaggio di Gesù. Certamente Gesù non sta dando giudizi morali dicendo che i poveri sono migliori dei ricchi, ma con fermezza indica quali sono le condizioni ideali per partecipare alla salvezza. L’invito di questa quattordicesima domenica del tempo ordinario è quello di mettere da parte la nostra autosufficienza, sentirsi bisognosi di Dio e della sua Parola e con umiltà andare incontro al Signore; andare a lui anche se stanchi e provati; prendere il suo giogo e imparare da lui; fare di Cristo il nostro modello da seguire. Solo così la nostra vita potrà ritemprarsi alle fonti fresche e dissetanti di Dio (cf. vv. 28-30)”.








