Moltiplicazione dei pani e dei pesci – Sant’Apollinare Nuovo, Ravenna

 

Liturgia della Parola

XVIII Tempo Ordinario

 

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RIMANI IN CONTATTO:

I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.

 

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!» (Mt 14,17)

 

Meditando la PAROLA con don Marco Giordano: “In questa domenica la liturgia della Parola riporta il celebre brano della moltiplicazione dei cinque pani e dei due pesci operata da Gesù. A raccontarcela è l’evangelista Matteo, il quale inserisce certi dettagli che cercheremo di spiegare. Nel Vangelo di san Matteo, successivamente al brano odierno, si ricorda anche un’altra moltiplicazione di sette pani e di pochi pesciolini con la quale il Maestro sfamò quattromila uomini (Mt 15, 32-38), ma quella oggetto di questa diciottesima domenica del tempo ordinario ha elementi leggermente diversi e un’accentuazione più eucaristica, infatti i richiami all’istituzione dell’eucarestia sono più evidenti. Possiamo notare come sono i discepoli che ricevono da Cristo il potere di sfamare una folla così numerosa, e possono farlo in virtù della benedizione che Lui comunica al poco che essi hanno. Quel poco che hanno – «non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!» (v. 17) – deve essere offerto al Signore perché nella povertà dei segni sacramentali comunichi la ricchezza di quella grazia che può sfamare e saziare tutti. Grazie a questi gesti e per questa benedizione i pani e i pesci acquistano la capacità di sfamare tutti. È chiaro che nelle intenzioni dell’evangelista emerge l’idea che è l’Eucaristia, luogo per eccellenza in cui Gesù compie questi gesti e pronuncia la benedizione, che è capace di comunicare a tutti la sua grazia. Ogni domenica, e ogni qualvolta partecipiamo alla celebrazione eucaristica, siamo chiamati a portare e a offrire i nostri “cinque pani e due pesci”, cioè le nostre poche cose, la nostra piccola vita, e offrire tutto al Signore, perché grazie a lui possa diventare grande e di aiuto per gli altri.

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