e mio DIO

“Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo.” (Mt 28,20)

“Quando osservi il crocifisso puoi comprendere quanto Gesù ti abbia amato. Quando guardi la Sacra Ostia capisci quanto Gesù ti ami in questo momento” (Santa Teresa di Calcutta).

 

La Chiesa ci suggerisce tre modi principali di unione con Cristo nell’Eucaristia: la Comunione Sacramentale, la Comunione Spirituale e l’Amore Eucaristico. I primi due sono modi specifici di ricevere il Sacramento, mentre l’ultimo è l’effetto trasformativo e l’atteggiamento interiore che ne deriva.

Comunione Sacramentale (Ricevere l’Ostia Consacrata): È la ricezione fisica e materiale del Corpo e Sangue di Cristo durante la Messa. Affinché produca pienamente i suoi frutti di grazia, deve essere unita alla fede e alla carità.

Comunione Spirituale: È il desiderio ardente e interiore di ricevere l’Eucaristia quando non è possibile partecipare alla Messa. Attraverso un atto di fede e amore, si ottengono gli stessi effetti di grazia e unione con Cristo previsti dal Sacramento.

Comunione d’Amore (o Eucaristica): È il vivere in sintonia con i sentimenti, i propositi e gli insegnamenti di Cristo, unione che si esprime nell’offrire la propria vita per gli altri. L’Eucaristia diventa un’esperienza d’amore quando l’unione con il Signore trasforma il modo di agire, pregare e amare il prossimo nella quotidianità.

Con questa certezza, che Gesù ci ha promesso, rileggiamo l’Esortazione Apostolica “Sacramentum caritatis” di Papa Benedetto XVI sull’Eucarestia, ci aiuterà ad entrare nel mistero ed innamorarci del Signore nella Sua Eucarestia, qui vi riporto un passaggio rimandandovi alla lettura integrale.

“l’Eucaristia è all’origine di ogni forma di santità ed ognuno di noi è chiamato alla pienezza si vita nello Spirito Santo. Quanti santi hanno reso autentica la propria vita grazie alla loro pietà eucaristica! Da sant’Ignazio d’Antiochia a sant’Agostino, da sant’Antonio Abate a san Benedetto […] per fare solo alcuni dei tantissimi nomi, la santità ha sempre trovato il suo centro nel Sacramento della Eucaristia. E’ perciò necessario che nella Chiesa questo santissimo Mistero sia veramente creduto, devotamente celebrato e intensamente vissuto. […] Esorto tutti i laici, le famiglie in particolare, a trovare continuamente nel Sacramento dell’amore di Cristo l’energia per trasformare la propria vita in un segno autentico della presenza del Signore risorto. All’inizio del quarto secolo il culto cristiano era ancora proibito dalle autorità imperiali. Alcuni cristiani del Nord Africa, che si sentivano impegnati alla celebrazione del Giorno del Signore sfidarono la proibizione. Furono martirizzati mentre dichiaravano che non era loro possibile vivere senza l’Eucaristia, cibo del Signore: sine dominico non possumus (senza la Domenica non possiamo vivere). […] Anche noi non possiamo vivere senza partecipare al Sacramento della nostra salvezza e desideriamo essere iuxta dominicam viventes (vivendo secondo la Domenica), tradurre cioè nella vita quello che celebriamo nel Giorno del Signore. Questo giorno, in effetti, è il giorno della nostra definitiva liberazione. C’è da meravigliarsi se desideriamo che ogni giorno sia vissuto secondo la novità introdotta da Cristo con il mistero dell’Eucaristia?”. (cfr. Sacramentum caritatis)

Diceva san Giovanni Bosco: “Più tempo starai lontano dalla Comunione, più debole sarà la tua anima, e alla fine ti sarà pericolosamente indifferente”, allora alimentiamo la nostra anima con la partecipazione frequente alla S. Messa facendo la comunione sacramentale, se non puoi andare alla S. Messa recita la preghiera della comunione spirituale, fai vista in chiesa fermati davanti al Tabernacolo offri fiori al Signore insieme alla tua preghiera.

@unavoce

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