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e verità
Il Verbo è «pieno di grazia e di verità» (Gv 1,14).
Sii l’espressione della bontà di Dio. Bontà sul tuo volto e nei tuoi occhi, bontà nel tuo sorriso e nel tuo saluto. Ai bambini, ai poveri e a tutti coloro che soffrono nella carne e nello spirito offri sempre un sorriso gioioso. Dai a loro non solo le tue cure ma anche il tuo cuore. (Santa Teresa di Calcutta)
Più volte abbiamo parlato di gentilezza come risposta alla fiducia come, strumento per costruire un mondo migliore, come valore aggiunto nella vita delle persone, abbiamo parlato della gentilezza di una Papa, abbiamo parlato di compassione, di garbo, di amore … (vedi articoli precedenti)
- Gentilezza e fiducia
- La gentilezza per un mondo migliore
- Gentilezza valore aggiunto
- Benedetto XVI l’uomo della gentilezza
Oggi voglio tornare su questo argomento perché non si pensi che il gentile sia bravo e il vero sia cattivo. I modi certo contano nel dire e nel fare le cose, ma non confondiamo la gentilezza e la verità come debolezza, non è il far finta di nulla, nascondersi davanti a un problema che si è gentili, non significa non governare, non dirigere, non indicare una strada, un atteggiamento o un comportamento debole ma semmai è proprio il contrario.
La persona gentile ci ricorda il nostro dovere, l’opportunità o meno di gesti, azioni e parole e lo fa con garbo, con compassione ma sempre nella verità, quindi nessuno si scandalizzi davanti a un rifiuto, a un ordine o a una indicazione che pone un no, perché non si tratta di non essere gentili ma veri e alcune situazioni sono opportune e altre no, dipenderà dal cuore di ognuno di noi e di come legge in quel momento il rifiuto. Chi non capisce questo ha il cuore triste, invidioso sentendosi superiore ma sarà solo un animo maligno e malfidato a comprendere gli eventi e i gesti in questo modo, pensando male sempre di tutto e di tutti.
Ora, questo che dico, perché abbiamo tutti bisogno di recuperare questo atteggiamento gentile ma nella verità, senza che nessuno si offenda difronte a scelte che non si condividono. Quando ci sono eventi, situazioni o momenti comuni di vita, non si deve dimenticare che c’è chi tra noi ha delle responsabilità e deve decidere, certo ascolta il consiglio o il suggerimento, ma poi sarà lui o lei a dover fare l’ultima scelta e talvolta le risposte non ci piacciono e invece di comprendere il perché, giudichiamo. Errore molto diffuso anche tra di noi, tutti ci sentiamo i migliori, quelli più bravi, più capaci, più caritatevoli, più gentili … ma è proprio così? Forse è il caso di farci un serio esame di coscienza per capire che il più delle volte è perché vogliamo apparire migliori e più bravi degli altri conoscendo i nostri limiti e così invece di farci una verifica personale puntiamo il dito e giudichiamo.
Rimettiamoci in cammino e recuperiamo quella onesta gentilezza che è verità e non finzione, così costruiremo la comunità, senza ma e senza se, ma solo con l’impegno e non fingendo ma impegnandoci tutti nella stessa direzione e con lo sguardo rivolto solo a Gesù. Se non siamo disposti a questo non costruiamo nulla ma dividiamo, giudichiamo, pettegoliamo … e fingiamo di essere dei buoni cristiani ma saremo solo delle maschere di perbenismo e come ci ricorda Pirandello: “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”, ma noi vogliamo mostrare il volto, quello vero quello che assomiglia a Gesù, questo è il cristiano.
@unavoce – foto: fonte







