In coro

“Lodate il Signore con la cetra, con l’arpa a dieci corde a lui cantate. Cantate al Signore un canto nuovo! Suonate la cetra con arte!”. (Sal.32)

“Cantando avete notato come la musica ci abbia tutti coinvolti in un’esperienza nuova, qualcosa che era più grande di quello che ciascuno di noi avrebbe potuto creare da solo? Questa è l’esperienza della bellezza. Ci apre un nuovo orizzonte e risveglia in noi il desiderio di andarvi incontro … Proprio come possiamo seguire un ruscello fino alla sua sorgente, così la bellezza della musica ci invita a incontrare colui che è la Bellezza stessa. A questo proposito, continuate a coltivare i doni che Dio vi ha dato e lasciate che vi guidino verso di Lui”. (cfr. Papa Leone XIV)

 

Cantare in coro fa bene perché unisce le persone, migliora l’umore e allena la mente. Aiuta a vincere la timidezza, riduce lo stress e crea un forte legame di amicizia con gli altri. Se questo è l’aspetto forse più piscologico di questa attività, per le nostre comunità è anche e soprattutto un servizio che sostiene la preghiera di tutti e sostenendola crea quel legame e quell’armonia del cuore e dell’anima che ci permette di pregare e pregare con trasporto e coinvolgimento. Con questo spirito la nostra comunità, pur così eterogenea e frammentata per le distante e la varietà dei reparti, riesce però con alti e bassi di presenza e di collaborazione mantenere questo servizio per le nostre celebrazioni.

Un piccolo gruppo di persone che con fedeltà e puntualità animano le Celebrazioni Eucaristiche domenicali e non solo, sostenendo la preghiera di tutti facendo da voce guida per tutta la comunità. Due gruppi, uno della Parrocchia dei Militari “Madonna di Loreto” del 15° Stormo e uno della Chiesa San Giovanni Paolo II del 2° Gruppo Manutenzioni Autoveicoli dell’Aeronautica Militare. Volontari e disponibili che aiutati e guidati dagli strumenti e da un piccolo repertorio di canti adatti per la celebrazione, ogni domenica e non solo, sostengono e animano le celebrazioni. Non professionisti ma persone che nella loro semplicità e generosità, con il dono della voce e guidati dalle note e dalle armonie sostenute dalla musica, pregano e aiutano a pregare coinvolgendo tutti.

Un servizio prezioso e non secondario per la vita di preghiera. Senza grandi pretese ma l’unico scopo di armonizzare parole e partecipazione nella liturgia unisce persone di diverse realtà che nel canto si trovano ad avere uno sguardo comune, un obiettivo unico: cantare la lode a Dio e dire il proprio amore al Signore pregando con solennità offrendo la propria voce a beneficio di tutti, trascinando e lasciandosi trascinare per entrare nel mistero con passione, coinvolgimento e amore.

Così la voce del singolo si fa coro che innalza la preghiera al Signore. Cantare incoro quindi unisce le persone, riduce le distanze, dissipa le tensioni quotidiane del vivere. Cantare in coro unisce gli ideali, aiuta a condividere e ad uscire dall’individualismo e dal protagonismo per diventare un tutt’uno superando i singoli stati d’nimo nutrendo l’anima e la mente.

“Il canto è l’espressione musicale più spontanea e naturale e il coro è la forma più immediata del fare musica insieme. In un coro ogni persona è sempre concentrata sulla relazione della propria voce con le altre. L’ascolto dell’altro è quindi alla base del canto corale e in generale del fare musica insieme. Imparare a cantare insieme significa imparare ad ascoltarsi l’un l’altro. Il coro quindi, come l’orchestra, è l’espressione più valida di ciò che sta alla base della società: la conoscenza e il rispetto del prossimo, attraverso l’ascolto reciproco e la generosità nel mettere le proprie risorse migliori a servizio degli altri”. (cfr. Claudio Abbado)

“Il primo annuncio della salvezza a Betlemme fu dato dal coro degli angeli che cantavano: “Gloria a Dio e pace in terra agli uomini che egli ama”. I «Cantici», nella Bibbia, sono le risposte naturali dell’uomo davanti alle meraviglie della salvezza: pensate al cantico di Mosè dopo il passaggio del Mar Rosso, al cantico di Giuditta, al Benedictus, al Magnificat… La trasmissione della fede non è un bagaglio di nozioni, un trattato di verità da trasmettere, ma è l’esperienza di un incontro da testimoniare … Siamo esortati, dunque, a cantare al Signore un canto nuovo; ma “solo l’uomo nuovo – dice Agostino – conosce il canto nuovo”. (cfr. eccomimandame)

In definitiva il canto corale è un annuncio, una testimonianza di amore e passione, di fede e carità, così anche in questo tempo estivo il nostro piccolo ma puntuale coro ha animato e anima la celebrazione domenicale e che qui colgo l’occasione di ringraziarli ricordando il prezioso servizio che svolgono per la comunità e per se stessi.

@unavoce – foto: fonte

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