COMUNICAZIONI, MESSAGGI, SALUTI, AUGURI …

occasionali o periodiche a tutto il Personale di tutti i Reparti

 

 

 

LEADERSHIP & MANAGEMENT

 

Come non mai, si parla di Leadership e Management e anche nelle nostre realtą Ź un tema di grande attualitą. Oggi, con rispetto e come esame di coscienza personale fatto ad alta voce, desidero raggiungervi per condividere con voi e soffermarmi quale minuti per saltarvi, per dirvi la mia vicinanza condividendo problematiche e passioni. Pertanto, vorrei offrire una semplice riflessione su questo aspetto, senza entrare nello specifico, sia per volontą, che per non conoscenza tecnica della materia, ma conoscendo l’uomo e condividendo il lavoro e la vita.

 

Quando si parla di comando e gestione di esso, al di lą delle teorie e indicazioni, per altro interessanti, utili e serie, bisogna poi perė fare i conti con la quotidianitą, i singoli e la recezione che si ha a livello ordinario in tutti i settori. Non sono interessati solo i vertici, ma ogni persona ha un suo ambito dove questi elementi vengono messi in funzione. Allora la domanda che faccio a me e che voglio condividere con tutti voi Ź: al di lą della fede e delle scelte religiose, politiche o altro, quando si parla di Leadership e Management cosa sappiamo, cosa abbiamo capito, cosa facciamo?

 

Se nel nostro vivere e lavorare ogni giorno non c’Ź professionalitą, rispetto, proprietą di linguaggio, attenzione, gentilezza, capacitą di ascolto, impegno serio … ma le risposte alle richieste, alle osservazioni, alle problematiche sono brusche, scostanti, superficiali, direi anche, talvolta, maleducate, oltre che molte volte non professionali, allora direi che non abbiamo capito nulla, non vi pare? Questa non Ź certamente l’immagine di chi sa comandare e/o gestire un ruolo, qualunque esso sia e ribadisco non tanto nei vertici, ma anche e soprattutto nelle sezioni intermedie e basse della linea di gestione. Essere capaci di comandare certamente non Ź facile, ma comandare con paura o creando paura, prepotenza, arroganza … credetemi, sono capaci tutti e questi sono definiti non solo dalla storia, dittatori, e alla fine risultano persone incapaci che non sanno fare altro che alzare la voce, rispondere male o mettere davanti il grado, chi invece sa comandare ottiene rispetto e non incute paura.

 

Cari amici, le basi per una Leadership e un Management intelligente ed Ź quello che la Forza Armata cercano di instillare in tutti noi Ź allora altro. Rivediamo i nostri atteggiamenti, riprendiamo in mano l’incarico, il ruolo, la responsabilitą che ci Ź stata affidata e facciamoci un esame di coscienza su come ci comportiamo, ci rapportiamo e svolgiamo il nostro compito. Impariamo ed educhiamoci a fare meno lamentele capaci solo a dare soluzioni ai problemi degli altri e impariamo, invece, a guardarci dentro e vedere cosa spetta a me, a ognuno di noi, cosa fare e come impegnarci senza puntare il dito su altri per altre responsabilitą. Un po’ di umiltą, un po’ d’impegno a fare quello che ci e richiesto, ad essere seri professionisti attraverso capacitą di ascolto, disponibilitą, proprietą di linguaggio pacato e corretto con un tono di voce professionale e responsabile, recependo le problematiche e cercando di risolverle con intelligenza e rispetto … certo, tutto questo costa impegno, ma questo Ź il nostro lavoro non di altri Ź di ognuno di noi. Leggere, informarsi, prepararsi, studiare, capire … Ź la vita e non sono solo le cose materiali o il presunto prestigio quelle importanti, ma l’attenzione e la passione vera … altrimenti non si otterrą mai nulla e allora Ź necessario cambiare perché, onestamente ti renderai conto che in profondo non sei felice, credi di esserlo, ma appari come uno sciocco prepotente e presuntuoso, se non ti fermi a riflettere a cambiare a rivedere le tue posizioni.

 

Questa Ź la verifica che faccio, prima a me stesso, ma che, ripeto con molti rispetto, rivolgo a tutti voi, perché solo cosď saremo protagonisti della nostra vita e della nostra storia e partecipi a costruire e vivere un reparto, una famiglia, un gruppo … un mondo migliore per noi e chi viene dopo di noi.

Buona lavoro!

 

Carissimo,

a te che sei in Missione, desidero raggiungerti con l’intento di farmi presente e assicurarti il mio ricordo e il mio sostegno. So quanto sia faticoso, anche se bello e parte importante della vita militare, lasciare le persone care a casa, non Ź mai facile, cosď come non lo Ź per loro che a casa vi attendono. Accogli, pertanto, queste povere parole, solo come un sereno e affettuoso saluto facendomi aiutare, riportandoti uno stralcio di una tema di una ragazza che ha partecipato a un concorso letterario: “Lettera ad un giovane soldato impegnato in una delle missioni che vedono coinvolti reparti dell’Esercito italiano all’estero”. Una lettera appassionata che fa il punto di una situazione particolare in un Teatro ormai chiuso, ma che fa intravedere la passione e l’amore a questo servizio.

Mai come in questo tempo dobbiamo educare le giovani generazioni e tu che sei in prima linea sei di esempio. Le parole della lettera vincitrice, di Michele Lanzetti del Liceo Scientifico Maironi da Ponte di Presezzo, penso possano rinnovare l’orgoglio di ciė che sei, per te stesso e per la tua famiglia per la Patria e questi minuti che ti rubo mi auguro possano darti sempre di piĚ quella spinta motivazionale per essere il segno e il contributo di pace che la presenza militare Italiana porta lą dove si trova a servire.

“ … Comunque, vuoi sapere cosa penso del tuo ruolo, che molti definirebbero di “operatore di pace”? BŹ, hanno ragione: voi combattete una giusta crociata contro l’ignoranza, la miseria e il terrorismo inteso come aberrante deformazione del fondamentalismo islamico! Secondo me vale l’aforisma oraziano “se la casa del tuo vicino va a fuoco la cosa ti riguarda eccome”, cioŹ anche se l’Afghanistan non Ź al nostro confine Ź valsa la pena di cercare di sottrarlo all’isolamento e all’arretratezza in cui stava sprofondando, perlomeno prevenendo che si trasformasse in un santuario di integralisti; come Ź irrealistico confidare in un utopico trionfo Ź altrettanto insensato farsi preda della rassegnazione e caldeggiare il ritiro. Posto dunque che la democrazia non Ź attuabile nel breve termine data la frammentazione della nazionale (ce lo insegna anche Hosseini ne “Il cacciatore di aquiloni”) bisogna istituire dall’alto un potere condiviso dai capi tribĚ, di cui le truppe straniere si faranno garanti, fino a quando, grazie all’istruzione, le giovani generazioni saranno state emendate dall’oscurantismo e dall’obnubilazione ora imperanti e promossi dai Russi prima e dai talebani poi. Allora, conseguita una parvenza di coscienza nazionale, e anche per merito tuo si potrą avviare il processo democratico”. (Cfr. bergamonwes)

Al di lą dell’ignoranza che serpeggia nel mondo e anche in Italia, sui militari e il loro servizio, tu e voi siete quel seme buono, quel lievito, quel sale che permette al nostro Paese e alle giovani generazioni di speranza ancora e sempre in un mondo migliore. Grazie per quello che fai.

Ti porto nel cuore di amico e sacerdote nel rispetto del tuo credo e delle tue idee. Buona continuazione di Missione e rimango a tua disposizione, anche se lontano.

 

 

Cari amici,

il caldo estivo ci porta a pensare ad un momento di relax e pausa dal cammino quotidiano che desideriamo poter portare alla normalitą dopo questo tempo di emergenza, che se pur non ancora terminato ci fa intravedere un orizzonte sereno. Pertanto, con grande rispetto, invio a tutti, senza voler, perė, imporre la mia presenza e le mie parole, questa e-mail in segno di vicinanza ed amicizia. Chi non la desidera, la cestini e accetti un semplice saluto e un sorriso.

 

Ora, questo mio scrivervi Ź stato pensato proprio per ovviare a questo tempo caratterizzato dal distanziamento, causato dall’emergenza sanitaria. Mai, forse, come in questo tempo, almeno per le nostre recenti generazioni, abbiamo visto sofferenza e dolore, realtą che pensavamo lontane e passate e comunque non alla nostra porta, ma tutto ciė ha riacceso in noi, se non altro, l’attenzione e l’esigenza di cercare e creare bene e pace, fratellanza e speranza per tutti. Ancora, nel mondo, esistono guerra e divisone, dolore e sofferenza, rifiuti e chiusure, emarginazioni e pregiudizi e se pur gridiamo che non debbano piĚ esistere, poi ognuno di noi, nel suo vivere personale, fatica a cambiare sguardo e ad alzarlo a livelli piĚ alti, piĚ sereni, piĚ puri.

L’impegno della testimonianza Ź di tutti e per tutti e anche a noi Ź chiesto di essere portatori di gioia e pace. Lo siete con il vostro servizio militare e allora se il cuore si educa a questo, la vostra vocazione alla pace si eleva non solo a servizio, ma a ministero: «come ministri della sicurezza e della libertą dei popoli».

Cosď con questi pensieri vi voglio salutare e vi lascio alla lettura di una semplice riflessione, chiedendo scusa lą dove io per primo non sono stato un testimone sereno e portatore di speranza. Buon cammino.

 

“Un evangelizzatore non dovrebbe avere costantemente una faccia da funerale". La provocazione di Papa Francesco non Ź una battuta casuale e l'idea che i cristiani appaiano tristi non Ź nuova: “Dovrebbero cantarmi dei canti migliori, perché io impari a credere nel loro Salvatore! Bisognerebbe che i suoi discepoli avessero un aspetto piĚ da gente salvata", diceva Nietzsche. Ma come si fa a sorridere quando le preoccupazioni, il lavoro, i piccoli contrattempi e i grandi dolori sono cosď seri nella vita? … Sorridere Ź un atto di umiltą, vuol dire accettare me stesso e il mio modo di essere, rimanendo lď dove sono in santa pace. Senza prendermi troppo sul serio, perché “la serietą non Ź una virtĚ. …

Il vestito di un uomo, la bocca sorridente e la sua andatura rivelano quello che Ź. Il sorriso puė essere davvero il segno di riconoscimento caratteristico di un cristiano …”. (Cfr. Una Voce) VAI ALL’ARTICOLO INTEGRALE

 

Carissimo,

mi permetto raggiungerti, nella Sede della tua Missione all’estero, dove ti rovi, per un saluto e un ricordo. La tua vocazione alla vita militare ti porta in questa terra a contribuire alla stabilitą e alla crescita della pace e della sicurezza e al di lą del tuo specifico lavoro Ź un servizio che ti fa onore e ci rende orgogliosi.

Immagino e prego che sia un periodo felice della tua vita professionale e personale e sapendo che la tua famiglia e i cari che hai lasciato a casa sono in trepidazione finché non vi farai ritorno, sappimi vicino con la mia amicizia, la mia preghiera e la disponibilitą, se loro dovessero aver bisogno, di un sostegno. Talvolta una parola e un saluto fanno piĚ tante attivitą. Portagli pertanto il mio abbraccio.

Ti seguo con amicizia e rinnovo il mio augurio e la mia vicinanza e salutami il Cappellano che presta servizio nella tua Base, di qualunque nazionalitą o religione sia. Buon lavoro.

 

Cari Amici,

sperando che tutto proceda per il meglio, come ormai consuetudine, Vi raggiungo con questa e-mail per offrire la mia “vicinanza” a tutti. Vi propongo un articoletto a cui qui accenno e rimandarti al sito e offrirti, cosď, uno spunto di riflessione.

Con rispetto arrivo a tutti e a chi non interessato, chiedo la pazienza di eliminare l’e-mail e accogliere solo un saluto affettuoso.

 

LAVORO E FAMIGLIA

collegamento tra la vita lavorativa e la vita familiare.

 

«Il lavoro Ź il fondamento su cui si forma la vita familiare, la quale Ź un diritto naturale e una vocazione dell'uomo. Questi due ambiti di valori – uno congiunto al lavoro, l'altro conseguente al carattere familiare della vita umana – devono unirsi tra sé correttamente, e correttamente permearsi» (Cfr. Giovanni Paolo II, Lettera enc. Laborem exercens, 14-IX-1981, n. 10.)

Armonizzare le esigenze della vocazione familiare e quelle della vocazione professionale non Ź sempre facile, eppure costituisce una parte importante dell'impegno di vivere in unitą di vita. ť l'amore di Dio che dą unitą, mette ordine nel cuore, indica quali sono le prioritą. Tra queste ultime c'Ź quella di saper porre sempre il bene delle persone al di sopra di altri interessi, lavorando per servire, come manifestazione della caritą; e di saper praticare la caritą in modo ordinato, cominciando da coloro che Dio ha affidato piĚ direttamente alla nostra sollecitudine.

La vita familiare e la vita professionale si sostengono a vicenda. Il lavoro, dentro e fuori casa, «Ź, in un certo modo, la condizione per rendere possibile la fondazione di una famiglia». In primo luogo, perché la famiglia «esige i mezzi di sussistenza, che in via normale l'uomo acquista mediante il lavoro». (Cfr.o.c.)

A sua volta, il lavoro Ź un elemento fondamentale per raggiungere i fini della famiglia. «Lavoro e laboriositą condizionano anche tutto il processo di educazione nella famiglia, proprio per la ragione che ognuno "diventa uomo", fra l'altro, mediante il lavoro, e quel diventare uomo esprime appunto lo scopo principale di tutto il processo educativo». (Cfr. o.c.) CONTINUA

 

Prendersi pochi minuti per leggere e fermarsi anche se puė sembrare difficile, tra le mille cose a cui dovete provvedere, tra lavoro e famiglia, credo sia importante per ricaricare il cuore e la mente e poter vivere appieno la vostra vita personale e sociale, privata e lavorativa, dando sempre il meglio di noi. Non ci sono perfetti e incapaci, ma tutti siamo protagonisti della nostra vita e strumenti per un mondo migliore partendo dai piccoli gesti di tutti i giorni.

Buon cammino e rimango sempre a vostra disposizione.

 

Carissimo Comandante,

da poco siete arrivati nella terra dei cedri, una terra bella e ricca di storia e di fede e se ora questo Ź in difficoltą, per diversi motivi, la vostra presenza dona speranza a questo popolo.

Il vostro lavoro e la vostra professionalitą, la vostra passione e umanitą Ź importante e impegnativa, pertanto desidero raggiungerti e attraverso di te arrivare a tutti, con l’intento di farmi presente nel ricordo per assicurarti il mio sostegno e la mia preghiera.

So quanto sia faticoso, anche se bello e parte importante della vita militare, queste missioni, ma lasciare le persone care a casa, non Ź mai facile, cosď come non lo Ź per loro che a casa vi attendono. Accogli, pertanto, queste povere parole, solo come un sereno e affettuoso saluto.

Voi siete la parte buona della nostra Patria e esempio per tanti, siete quel seme buono, quel lievito, quel sale che permette al nostro Paese e alle popolazioni che servite, di sperare ancora e sempre in un mondo migliore. Grazie per quello che fai e fate.

Vi porto nel cuore di amico e sacerdote nel rispetto del vostro credo e delle vostre idee. Buona continuazione di Missione e rimango a tua e vostra disposizione, anche se lontano.

 

Comandante,

mi rivolgo a Lei e attraverso di Lei a tutti i suoi Ufficiali, Sottufficiali e ai Militari di Truppa, ormai in partenza o gią partiti per i vari teatri operativi dove vi hanno e vi stanno inviando, per raggiungervi con un semplice saluto e l’assicurazione della mia costante preghiera per tutti voi e le vostre famiglie che a casa con trepidazione aspetteranno il vostro ritorno.

Voi siete l’orgoglio della nostra Patria, la gioia della nostra Chiesa, la speranza del mondo e di questi popoli che andate a servire, siatene sempre consapevoli.

Ogni gruppo, squadra, plotone, ufficio, nucleo … sarą la vostra famiglia in questi mesi. L’impegno, il rispetto e la stima reciproca unita alla vostra alta professionalitą vi saranno compagne di viaggio e supporto nella vita quotidiana.

Vi benedico e vi porto nel mio cuore di Cappellano e amico.

 

Cari amici,

con l’apertura, sabato scorso, delle spiagge di Tagliata e Rimini, idealmente abbiamo iniziato il periodo estivo (anche con la S. Messa alla spiaggia “Pellicano” alle ore 10.00) e anche se ancora molte attivitą sono “in itere, non ultima la celebrazione del 90° del nostro Stormo, il caldo estivo ci porta a pensare ad un momento di relax e pausa dal cammino quotidiano che desideriamo poter portare alla normalitą dopo questo tempo di emergenza, che se pur non ancora terminato ci fa intravedere un orizzonte sereno.

Pertanto, con grande rispetto, invio a tutti, senza voler, perė, imporre la mia presenza e le mie parole, questa e-mail in segno di vicinanza ed amicizia. Chi non la desidera, la cestini e accetti un semplice saluto e un sorriso.

 

Ora, questo mio scrivervi Ź stato pensato proprio per ovviare a questo tempo caratterizzato dal distanziamento, causato dall’emergenza sanitaria. Mai, forse, come in questo tempo, almeno per le nostre recenti generazioni, abbiamo visto sofferenza e dolore, realtą che pensavamo lontane e passate e comunque non alla nostra porta, ma tutto ciė ha riacceso in noi, se non altro, l’attenzione e l’esigenza di cercare e creare bene e pace, fratellanza e speranza per tutti. Ancora, nel mondo, esistono guerra e divisone, dolore e sofferenza, rifiuti e chiusure, emarginazioni e pregiudizi e se pur gridiamo che non debbano piĚ esistere, poi ognuno di noi, nel suo vivere personale, fatica a cambiare sguardo e ad alzarlo a livelli piĚ alti, piĚ sereni, piĚ puri.

L’impegno della testimonianza Ź di tutti e per tutti e anche a noi Ź chiesto di essere portatori di gioia e pace. Lo siete con il vostro servizio militare e allora se il cuore si educa a questo, la vostra vocazione alla pace si eleva non solo a servizio, ma a ministero: «come ministri della sicurezza e della libertą dei popoli».

Cosď con questi pensieri vi voglio salutare e vi lascio alla lettura di una semplice riflessione, chiedendo scusa lą dove io per primo non sono stato un testimone sereno e portatore di speranza. Buon cammino.

 

“Un evangelizzatore non dovrebbe avere costantemente una faccia da funerale". La provocazione di Papa Francesco non Ź una battuta casuale e l'idea che i cristiani appaiano tristi non Ź nuova: “Dovrebbero cantarmi dei canti migliori, perché io impari a credere nel loro Salvatore! Bisognerebbe che i suoi discepoli avessero un aspetto piĚ da gente salvata", diceva Nietzsche. Ma come si fa a sorridere quando le preoccupazioni, il lavoro, i piccoli contrattempi e i grandi dolori sono cosď seri nella vita? … Sorridere Ź un atto di umiltą, vuol dire accettare me stesso e il mio modo di essere, rimanendo lď dove sono in santa pace. Senza prendermi troppo sul serio, perché “la serietą non Ź una virtĚ. …

Il vestito di un uomo, la bocca sorridente e la sua andatura rivelano quello che Ź. Il sorriso puė essere davvero il segno di riconoscimento caratteristico di un cristiano …”. (Cfr. Una Voce) VAI ALL’ARTICOLO INTEGRALE

 

Carissimi Amici,

continuando il tempo del distanziamento e dell’emergenza sanitaria, limitando ancora alcuni spostamenti e incontri, vorrei raggiungervi in questo modo, che spero sia discreto e non invasivo lasciando la libertą ad ognuno di leggere o meno, per farmi presente a voi, per salutarvi, per offrire uno spunto di riflessione in questo mondo pieno di domande e con poche risposte certe. Non voglio fare una predica, ne insegnare nulla, ma solo spronarvi ad essere sempre propositivi e creativi nel vivere la vita e nell’affrontare le difficoltą che si presentano di vota in volta. Soluzioni certe nessuno le ha, ci sono tentativi e rimedi che possono sembrare buoni o meno, ma l’invito Ź a non lamentarsi, ma ad affrontare con coraggio e impegno la vita, il lavoro e il servizio che come militari svolgete.

Vuole essere un arrivare a voi come amico e compagno di viaggio nel rispetto delle singole scelte di vita e di fede. Le poche parole che seguono vogliono solo essere uno spunto di riflessione, per proseguire il cammino con gioia e nella veritą della vita.

 

“Paradossalmente, la libertą raggiunge la sua pienezza quando si sceglie di servire. Al contrario, la pretesa di una libertą assoluta, indipendente da Dio e dagli altri, senza niente che la limiti, sfocia in un io che si prostra davanti al denaro, al potere, al successo o ad altri idoli, piĚ o meno brillanti, ma effimeri e senza valore.

«La libertą di un essere umano Ź la libertą di un essere limitato, ed Ź quindi limitata essa stessa. Possiamo possederla soltanto come libertą condivisa, nella comunione delle libertą: solo se viviamo nel modo giusto l’uno con l’altro e l’uno per l’altro, la libertą puė svilupparsi».

Abbiamo bisogno degli altri non soltanto per ciė che riceviamo da loro, ma anche perché siamo fatti per donare. Non c’Ź crescita personale che non dipenda dai bisogni di quanti stanno attorno a noi: il marito cresce nel servizio alla moglie e ai figli, e lo stesso accade per la moglie; l’avvocato esercita la sua professione per servire il cliente e il bene comune dei cittadini; il malato si mette nelle mani del medico e questi si deve adeguare al paziente...; chi Ź piĚ grande, chi sta a tavola o chi serve? Non Ź forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.

Il servizio che Cristo chiede ai suoi discepoli non consiste soltanto nel dare qualcosa, ma nel dare se stesso, nel mettere radicalmente in gioco la propria libertą. Ha scritto Papa Benedetto XVI nella sua prima enciclica: «L’intima partecipazione personale al bisogno e alla sofferenza dell’altro diventa cosď un partecipargli me stesso: perché il dono non umili l’altro, devo dargli non soltanto qualcosa di mio, ma me stesso, devo essere presente nel dono come persona».

Dare me stesso completamente, donarmi del tutto, significa semplicemente donare la mia libertą: donarla per amore. Donando la libertą per amore diventiamo piĚ capaci di amare e di donarci, e quindi piĚ liberi. Questo Ź il gioco della donazione personale: dare senza perdere. O meglio: guadagnare nel dare”.

 

Questa semplice riflessione, che andando alla pagina del mio sito potete avere in forma integrale, solo per invitarvi, dunque, sempre a vivere il vostro sevizio nell’Aeronautica Militare con questo spirito di donazione continua, come gią fate e dimostrate ogni giorno. Non Ź un semplice lavoro, ma una vocazione a servire e difendere la Pace e i valori in essi racchiusi. Grazie per quello che fate con coraggio e dedizione.

Sul Mio sito “Una Voce” , per chi interessato, potrete trovare, contatti, informazioni, riflessioni e altro. Buon cammino e in attesa di incontrarci, vi saluto e rimango a vostra disposizione.

 

Cari Amici,

prosegue il tempo dell’emergenza e del distanziamento, ma vorrei raggiungervi per salutarvi e offrivi una riflessione.

In questo tempo, dove alcune abitudini e certezze vengono meno, vorrei invitarvi ad approfittare di questo periodo per riscoprire quelle attivitą che abitualmente accantoniamo per le mille cose a cui dobbiamo provvedere.

Leggere un libro, stare con la famiglia dedicando tempo, crea attivitą in casa e mi permetto con rispetto anche di suggerivi di coltivare la dimensione spirituale, che Ź sia religiosa che laica, attraverso la bellezza delle cose che ci circondano.

Qui mi soffermo oggi con voi, parlando delle feste che celebreremo tra qualche tempo e se tipiche dei cristiani, penso ci possa essere anche una lettura laica che puė aiutare tutti. Un po’ di storia e di informazioni arricchiscono il bagaglio culturale, al di lą del credo personale.                  

Credo, infatti, che si possa laicamente trovare una ragione per celebrare la Pasqua, sia pure a livello simbolico, non per ciė che commemora ma per quello che rappresenta a partire dal suo significato letterale e dalle sue radici storiche nell’ebraismo.

Gli Ebrei con la Pasqua celebrano la liberazione dalla schiavitĚ d’Egitto: “Pesach”, passaggio, era il termine che indicava tradizionalmente il “passare oltre” dell’Angelo Sterminatore dei primogeniti egiziani, che secondo il libro dell’Esodo risparmiė le case dei giudei segnate con il sangue di un angelo. Allo stesso modo, il senso della Pasqua ebraica viene traslato nel Cristianesimo trasformandosi in liberazione dalla schiavitĚ del peccato tramite il sacrificio di Cristo, Agnello di Dio.  In questo senso, il passaggio non Ź piĚ quello della Morte, ma bensď DALLA morte alla vita tramite la Resurrezione.

Partiamo da questo: pensiamo che, come per i Cristiani il senso della Pasqua sia il passaggio di Cristo dalla morte alla vita, per i laici potrebbe essere l’occasione per ripensare ad ogni momento di buio, di scoramento, forse lo stesso che provavano gli Apostoli di fronte alla morte sulla croce del loro Maestro e trovare un motivo per uscirne, per tornare alla vita, per risorgere in senso lato. Lo diciamo spesso, ognuno ha il suo personale calvario: c’Ź chi non trova lavoro e magari Ź in assistenza, chi non puė vedere i figli a causa di un divorzio difficile, chi subisce abusi e angherie da parte del partner o del datore di lavoro e a un certo punto si sente morire inchiodato a una croce che gli Ź stata imposta addosso e gettato in un sepolcro.

Ecco, penso che ognuno di noi debba pensare, in questo giorno, a come riuscire a celebrare la propria personale Pasqua, come liberazione dalle schiavitĚ delle angosce del vivere quotidiano, a volte anche autoimposte: fare Pasqua laicamente vuol dire unirsi al risveglio della natura con la primavera appena iniziata, uscire dall’inverno della vita in cui tutto muore o si addormenta sotto una coltre di gelo, riprendere colore e calore vitale.

Auguro a tutti voi che possiate celebrare il vostro personale passaggio a qualcosa di diverso, di migliore. Qualcosa di vivo.

 

Per chi tra noi, invece Ź cristiano o di altra religione, fede o confessione, l’invito a frequentare e seguire le attivitą della propria chiesa o comunitą, senza lasciar passare questi giorni con superficialitą. L’aspetto verticale della vita va di pari passo con quello orizzontale e l’uno alimenta e aiuta l’altro, cosď la capacitą di vivere appieno sapendosi stupire sempre di ciė che ha e di ciė che lo circonda lo aiuterą nel suo vivere quotidiano e nel suo servizio militare. Ricordo a tutti quelli che interessati che vorranno seguire le celebrazioni della Settimana Sanata e della Pasqua che se non potranno andare nelle proprie chiese o nella nostra dei Militari, saranno trasmesse in Streaming sul canale “Una Voce Dmg” di Facebook. Per i dettagli e altre info segui sul sito “Una Voce” alla pagina della Parrocchia.

 

In allegato gli avvisi delle celebrazioni della Settimana Santa che si terranno nella Chiesa dei Militari “Madonna di Loreto” a Cesena presso il Villaggio Azzurro dell’Aeronautica Militare, dove potete partecipare e comunque da dove saranno trasmesse le Diretta Streaming invitandovi se appena potete di partecipare alle celebrazioni nelle vostre parrocchie, cosa possibile come nel periodo natalizio (autocertificazione, mascherina e igienizzanti rispettando le distanze), inoltre mi permetto di rimandarvi a un articolo “Opzione etica” sul mio sito, per sensibilizzare alla vaccinazione e gli auguri per le prossime feste pasquali, per voi e le vostre famiglie.

In attesa di rincontrarci rimango a vostra disposizione e vi saluto con amicizia.

 

Carissimi,

da poco sono terminate le feste natalizie e il tempo dell’emergenza continua, ma s’intravedono spiragli di miglioramento. Ora, vi raggiungo per un saluto e confermare la mia vicinanza, lasciandovi un pensiero: In questo tempo, come non mai, Ź necessaria la nostra continua e prudente attenzione personale e comunitaria, dando il buon esempio, come cittadini e militari. In questo contesto, mi permetto di ricordare a tutti le singole responsabilitą che abbiamo nei vari settori della vita: educativi, morali, disciplinari, sociali … e anche religiosi, qualsiasi fede apparteniamo e etici per tutti. Seria professionalitą, come ogni giorno dimostrate, impegno comune nel perseguire gli obiettivi, ed educare alla corretta vita personale e di gruppo. Puntualitą, premura verso i vari settori in cui operiamo, programmazioni, corretto e rinnovato modo di porsi con educazione e senso di responsabilitą di fronte alla vita militare e personale, che abbiamo scelto. Questi elementi sono il fondamento della vita umana e della corretta convivenza. Non sempre Ź facile, non sempre si comprendono le scelte, ma il “gioco di squadra” Ź alla base di ogni successo e se questo aspetto nel mondo militare Ź assodato, credo sia necessario riconfermarcelo e aiutarci l’un l’altro a viverlo.

 

Ora detto, questo con umiltą e rispetto verso tutti, mi permetto di segnalarvi il mio sito “Una Voce”, che ha lo scopo, soprattutto in questo tempo di distanziamento, di fare da legame, offrendo riflessioni al fine di far crescere ed essere vicini a ognuno.

 

Ringraziandovi della vostra attenzione e confermandomi vostro e a disposizione, sono certo che ognuno avrą modo e tempo di fermarsi a riflettere per riprendere e continuare il cammino personale della vita che si Ź scelta. Talvolta le difficoltą che ci riserva possono essere dure e pesanti, ma insieme attraverso il sostegno, la presenza, il confronto, l’aiuto, la responsabilitą personale … puė diventare meno gravoso e fruttuoso per tutti. Ognuno facendo la sua parte con serietą e nel rispetto di tutti, cresce e fa crescere se stesso, la sua famiglia, i suoi affetti, il Reparto in cui svolge il suo servizio, la societą, … come persone che desiderano essere felici e vivere con uno sguardo alto. Se la speranza e i buoni propositi diventano azione, allora la realtą di una vita comune rispettosa Ź per tutti.

 

Con preghiera di inviare a tutto il vostro personale dipendente, cordialmente vi saluto, augurandovi una buona giornata e un buon week End.