Virtù della pazienza

 

Oggi, sempre per lo “Spazio Giovani“, raccolta di articoli che potrebbe interessare l’età, ma non solo per loro, un’altro tema vogliamo affrontare, quello di una delle virtù che ci viene a mancare maggiormente: la pazienza, nonostante sia essenziale nei rapporti interpersonali e di grande efficacia nella quotidianità, è uno degli elementi più difficili da gestire.

“Nell’epoca della velocità e del “tutto e subito”, l’attesa è una delle condizioni vissute con maggior disagio.

È chiaro che ogni situazione è a sé, ovvero ci sono circostanze in cui il disagio è comprensibile poiché l’attesa è legata ad eventi drammatici e dolorosi, come la malattia o l’esito di un esame diagnostico, ma spesso si vivono con insofferenza anche momenti di routine quotidiana (es. una fila d’attesa che si protrae, l’esito di un colloquio lavorativo che tarda ad arrivare o il traffico per andare a lavoro) in cui piuttosto che lasciarsi dominare dall’ansia e dal nervosismo, potrebbe essere utile approcciarsi a quella “pausa” in maniera diversa, cogliendola come un’opportunità per osservarsi, ascoltarsi e scoprire, delle volte, aspetti di sé che non saremmo riusciti a vedere in preda all’impazienza e all’agitazione.

In questi casi, appunto, il segreto sta proprio in questo: nella capacità di resistere alla tentazione di riempire a tutti i costi il “vuoto” che quell’attesa comporta; parliamo della dimensione del “non fare”, del “non intervenire”, della capacità di osservare ed osservarsi senza aspettative e idee preconcette. Solo in questo modo potremmo trasformare un momento di stasi, in un atto di attenzione verso noi stessi.

Fermarsi non vuol dire “non muoversi”, ma muoversi meglio, poiché anche un’attesa apparentemente fastidiosa può favorire una riflessione utile ad un nostro miglioramento”. (cfr. Dott. S. Belli)

Ora, alla luce di questa introduzione, capite che saper attendere in modo costruttivo è una dimensione indispensabile per vivere bene il nostro tempo e la vita che ci  data in questo tempo.

Attendere, pertanto, non significa rassegnarsi, attendere significa semmai gestire il tempo e le situazioni con calma e razionalità non lasciandoci prendere dall’ansia delle cose o dalla risoluzione immediata dei problemi.

La non capacità di attendere deriva quasi sempre dalla tendenza ad annoiarsi e quasi sempre all’origine ci sono storie d’amore, le compagnie, gli hobby, il lavoro e il risultato delle noia è l’insoddisfazione, portando così a scelte frettolose ed impulsive che si rivelano quasi sempre poi sbagliate.

Pertanto saper aspettare è una virtù che premierà alla fine, saper essere costanti nelle nostre cose, ci aiuterà a realizzare i progetti a breve e lungo termine.

Dobbiamo tutti allora riappropriarci della capacità di attendere, di vedere le cose con occhi sereni e non sotto pressione, di non lasciarci prendere dalle nostre ansie e dalle nostre delusioni, dai nostri limiti e difficoltà con il rischio, questi, che ci portino ad accelerare i tempi e con risultati alla fine che non sono quelli che ci attendavamo.

Quindi riprendiamo in mano la nostra vita e il tempo dando valore al presente, progettando obiettivi che siano realistici e non illusori, sapendo che ogni tempo e ogni esperienza della vita va letta da diverse angolazioni e con una giusta autocritica e analisi, tutto concorre a farci maturare e là dove abbiamo raccolto errori non fermarci ma concediamoci delle secondo opportunità, imparando a prendere le cose con calma e non tutto e subito ma pianificando in vista di una meta vera e che desideriamo, realistica sulla quale impegnaci con serietà per essere veramente felici.

@unavoce

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