I CENTURIONI DEL VANGELO

(leggi le tre meditazioni sui Centurioni)

“Tra le fondamenta della nostra Chiesa si collocano i tre centurioni descritti nella Sacra Scrittura: quello di Cafarnao, quello di Gerusalemme e quello di Cesarea. Li vogliamo considerare come i nostri Padri nella fede, i primi tra i “nostri” che hanno aderito e testimoniato il Vangelo di Cristo. Si può essere cristiani e militari? La risposta che troviamo nella loro vita, supera la stessa domanda: si può essere militari e santi. …”. (Cfr. 1° Sinodo della Chiesa Ordinariato Militare)

” … è possibile essere buoni cristiani e buoni militari?

Come può un uomo d’armi essere davanti a Cristo, che è mite e umile di cuore? (cf. Mt 11, 29). Come si può servire con le armi la pace interna ed internazionale? Che cosa significa per dei giovani militari celebrare il Giubileo della Redenzione? Una prima risposta sta nel fatto della vostra presenza intorno all’altare in un pellegrinaggio che accomuna militari provenienti da nazioni diverse, affratellati da una medesima fede in un unico Dio e Signore. Voi siete qui convenuti come uomini che desiderano operare per la pace, per dar forza alla giustizia, per vincere la morte con l’amore. Ripeto: la vostra odierna presenza lo conferma nei fatti. Animati da un profondo desiderio di preghiera e di riconciliazione interiore, voi, uniti fraternamente da questa liturgia di lode, diventate una cosa sola, pur nella diversità della provenienza. Voi siete qui convenuti, perché uomini consapevoli che la salvezza viene solo da Cristo e perché siete desiderosi di collaborare alla redenzione per esprimere nel mondo la pienezza della giustizia, dell’equità e della santità. 7. Ma c’è una risposta più profonda ed è che impedire la guerra è già far opera di pace. In questo senso quanti “dediti al servizio della patria, militano nelle file dell’esercito”, osservava già il Concilio Vaticano II, possono considerarsi “come ministri della sicurezza e della libertà dei popoli e, quando rettamente adempiono a tale dovere, concorrono veramente alla stabilità della pace” (Gaudium et Spes, 79)…”. (Cfr. Giovanni Paolo II, Omelia per la Messa per il giubileo internazionale dei Militari, aprile 1984)

                        I loro Nomi

… i nostri figli

I Centurioni di oggi

I nostri CADUTI

La nostra preghiera

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La nostra Preghiera con le famiglie

Alcune parole del nostro Ordinario Militare

Aeroporto “U. Mancini”

 Pisignano di Cervia

15° Stormo

 

INNO alla CARITA’ – (1Corinzi 13,1-13)

” Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità! “.