Affrontarli per vivere

 

Se fai un giro in Biblioteca al Polo Servizi presso la zona logistica del 15° Stormo troverai un libro interessante che ho letto da poco e oggi voglio condividere qualche pensiero per suggerirti letture utili in questo tempo estivo, è il libro del monaco benedettino Anselm Grün, “Terapia dei pensieri” delle Edizioni Queriniana, che così è presentato: “Quali frasi siamo soliti ripetere a noi stessi? Alcune ci bloccano, ci tengono prigionieri del cattivo umore, dell’autocommiserazione e della rabbia. Altre ci donano forza, coraggio, slancio interiore, disponibilità ad affrontare situazioni difficili. È importantissimo capire come far nascere in noi pensieri che ci risanano, che ci aprono a Dio e ci conducono alla nostra autentica natura … «Non sono capace. Nessuno mi vuole bene. Non ne ho voglia». Continuamente, con frasi del genere, suscitiamo in noi svogliatezza o paure immotivate, mettendoci i bastoni tra le ruote da soli. Invece, altre frasi che ci ripetiamo spontaneamente ci danno forza ed energia: «Prendila con serenità. Non casca mica il mondo». Chi vuole cambiare deve andare alla radice dei propri stati d’animo: con l’autosuggestione e l’autoconvincimento. Lo sapevano già gli antichi padri del deserto. In questi classici della spiritualità, Anselm Grün riscopre la loro sapienza per la terapia dei pensieri”. (cfr. Editrice Queriniana)

Ora, consapevoli che i nostri pensieri ogni giorno sono migliaia e dicono gli studi che l’80% sono ricorrenti v’invito a fermarvi a rifletterci sopra. A questo libro fa seguito un articolo apparso sulla rivista “La Civiltà Cattolica” che qui riporto dal sito “Scuola di Meditazione”: “Quelli ai quali si dà maggiore spazio, mettendoli in parole e traducendoli in azioni e comportamenti, sono quelli che tendono maggiormente a persistere. Ci auguriamo che siano positivi! E quelli negativi? Possono essere riconosciuti da alcune caratteristiche: Pensieri che rimuginano, pro o contro, una questione, senza poter mai arrivare ad una conclusione operativa, che renda capaci di affrontare il problema in maniera proattiva. La mente rimane bloccata e ripete, come un disco rotto, la medesima storia (overthinking); Coltiviamo un pensiero in merito a un problema. Riflettiamo su una decisione o pianifichiamo soluzioni ma, in alcuni casi, quel pensiero arriva a bloccarci, suggerendoci valutazioni negative su di noi o sulla realtà. Il pensiero, la constatazione che ci ripetiamo è del tipo: “in relazione a questo problema sono incapace, sono indegno, non ce la farò mai”. Quel pensiero è un blocco mentale, che paralizza i nostri processi decisionali (ruminazione); Ci sono pensieri che leggono la realtà in modo estremo: per me o è nero o è bianco; per me tutte le persone sono cattive; tutti ce l’hanno contro di me, etc; I pensieri non coincidono con la realtà, sono solo pensieri, anche se non di rado possono essere confusi con la realtà. Questo è un primo passo fondamentale per mettere in discussione quanto viene suggerito dalla nostra mente, specie se negativo. Come affrontare questi pensieri? Promuoviamo atteggiamenti di compassione. In particolare: cura degli altri; sensibilità alla sofferenza; atteggiamento non giudicante. La vita spirituale, ha poi una marcia in più: la consapevolezza che tutto – pensieri, parole, opere – può essere attraversato dall’amore di Dio, che è più forte e non conosce ostacoli e impedimenti”. (cfr. Giovanni Cucci e Betty Varghese, La terapia dei pensieri: la ripresa di una pratica antica, in La Civiltà Cattolica, 2023, II, pag 26-37)”. (cfr. Scuoladimeditazione)

Ognuno di noi ha pensieri ricorrenti e anche noi ci auguriamo che siano positivi ma sappiamo che non può sempre essere così perché i fatti diventano emozioni e le emozioni diventano pensieri che in qualche modo ci disturbano e il più delle volte quelli negativi disturbandoci ci creano problemi ed altre emozioni che distorcono l’andamento della nostra vita creando scompensi e limiti che rischiano di condizionare poi la vita e anche la verità, pertanto sarà importante coltivare pensieri positivi avendo i piedi per terra e le idee chiare, accettandosi per quello che siamo e lavorando là dove possiamo sulla nostra personalità per quanto difficile possa essere. Il testo citato e che v’invito a leggere, come già accennavo è preso dal numero 2023 della rivista “La Civiltà Cattolica”, che potete trovare nella nostra Biblioteca e ci indica un percorso utile che riassumiamo per iniziare questo cammino che mai come in questo tempo estivo potrebbe essere l’occasione per rifletterci sopra.

Ci suggerisce, l’articolo, di coltivare atteggiamenti di compassione avendo cura degli altri e aumentando la sensibilità alla sofferenza attraverso un atteggiamento non giudicante, sapendo che tutto può essere attraversato dall’amore di Dio che compie veri cambi di rotta al cuore capace di ascoltare. 

La nostra fede in questo è uno strumento utile per affrontare i nostri pensieri, per gestirli, per orientarli. Una fede che deve essere sempre rinnovata dalla preghiera invocando lo Spirito Santo che saprà illuminare il cuore per far agire nella mente tutti quegli strumenti capaci di riflessione intesta, sincera e amorevole.

La preghiera nel cammino del nostro vivere, affrontando tutti i settori di essa, va coltivata e deve essere fedele e costante. Non disperderti nelle cose futili, dai valore ad ogni gesto, godi delle piccole cose e dei semplici eventi di ogni giorno, se avrai un cuore libero sarai una persona felice e capace di amare e di lasciarti amare. In Dio si realizza l’amore che doni e che ricevi.

@unavoce

 

Foto di Copertina: fonte