Un nuovo sguardo

Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla?  No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio». (Mt 13, 28-30)

 

Solitamente o il più delle volte noi vediamo gli alberi che cadono ma mai l’erba che cresce, un’immagine plastica che ci porta con il pensiero a riflettere sullo stile della nostra vita e del nostro parlare e questa espressione forse ci può aiutare ad assumere uno stile e un modo di vedere e di pensare differente dalla massa.

L’atteggiamento oggi è quello delle cronache che ci riportano solo le cose che non vanno: guerre, truffe, scandali e mai o difficilmente riportano fatti belli e positivi e questo in modo particolare se si parla di religione o di educazione, di valori e di pensiero. Si fanno pettegolezzi, si sospetta sempre il peggio, si pensa agli intrighi nascosti e così iniziamo a malignare e anche noi cristiani cattolici e praticanti ci fidiamo dalla prima notizia che appare senza verificare, senza seguire le fonti.

Dobbiamo imparare ad essere sereni nel cuore per leggere il bene che c’è nel mondo, il bene c’è e il diavolo che semina zizzania e divide lavora forte e noi rischiamo di lasciarci coinvolgere cadendo nella trappola di quella logica che apparentemente sembra tutto vero e giusto e giustificabile. Dobbiamo cambiare sguardo e atteggiamento davanti alle varie situazioni, verificando le fonti delle notizie di cronaca e anche in materia di teologia morale, storia, politica … dobbiamo andare alle fonti e mai parlare per sentito dire e se una cosa non la conosciamo o la sappiamo solo a grandi linnee l’impegno sarà quello di conoscere e studiare per capire prima di parlare e puntare il dito.

L’erba che cresce non si vede ma c’è ed è bella e tanta in tutti i settori, sia in quello della carità che in quello del pensiero e questo vale anche nelle nostre comunità e nella Chiesa intera. Il nuovo ci lascia talvolta perplessi e la reazione è il giudizio ma l’atteggiamento cristiano deve essere quello della verità perché se le cose e le situazioni cambiano nell’aspetto non lo sono nel concetto. Vedere l’erba che cresce è un modo di vivere è un modo di affrontare le situazioni e un modo di ascoltare e di trasmettere è un modo positivo di leggere la vita non lasciandoci avvolgere solo dal buio.

Dobbiamo essere testimoni di questa positività, del tanto bene che viene fatto, si parla di guerra e non si parla dei tanti aiuti che la Chiesa e altre organizzazioni umanitarie offrono, si parla di abusi e scandali e non si parla di quanto impegno nel debellare e nell’educare, si parla di sistemi vecchi e obsoleti e non si vede lo sforzo di un cambio di linguaggio e questo è più evidente nelle cose religiose ma anche nel quotidiano della nostra vita. Vediamo sempre il male e il peggio e fatichiamo ad andare al di là delle cose che i media ci propinano in modo subdolo e non obiettivo ognuno gridando la sua verità per quello che si vuole ottenere. Impariamo a guardare le cose per la verità dei fatti, impariamo ad essere capaci di educare noi stessi e chi è attorno a noi a questo stile, a guardare l’erba che cresce e andiamo alle fonti di ogni notizia, di ogni argomento che incontriamo senza essere superficiali. La differenza la si fa nel dettaglio delle cose della vita.

Lo specifico del cristiano non è la quantità di cose ma la qualità delle parole e dei gesti, curiamo i dettagli della nostra vita e della vita di fede e non facciamo di ogni erba un fascio, impariamo a distinguere e non mischiare il tutto. La famosa frase di Lao Tzu:“Fa più rumore un albero che cade di un intera foresta che cresce”, dobbiamo farla diventare un “modus vivendi”, uno stile di vita, un modo di leggere gli eventi e conoscere i fatti.

Come figli della luce che dissipano il grigio del male dobbiamo vivere e comportarci. Ricordiamo le parole di Gesù che ci ha riportato l’Evangelista Matteo al capito 5,13-16:Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”.

@unavoce

 

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