“gli atteggiamenti fondamentali” che caratterizzano la vita dei discepoli di Gesù: “Il cristiano non è mai solo”, è necessario “spogliarsi di quella presenza a volte troppo ingombrante che è il nostro io” (cfr. Vatican News)

 

Nella catechesi del mercoledì del Papa di oggi ha trattato oggi il tema delle Virtù Teologali, ti rimando al testo completo per una tua lettura personale, lasciando qui solo qualche riferimento per intrattenermi con voi e richiamare all’attenzione lo stile del cristiano e in particolare della nostra Chiesa Ordinariato Militare che nel suo stemma ha queste tra Virtù: Fede Speranza e Carità, raffigurate nello scudo centrale, con il simbolo della Croce dell’Ancora e del Fuoco come un Cuore ardente caratterizzando così il servizio la presenza la testimonianza di questa porzione di chiesa tra i militari. Ora, non possiamo apprestarci a leggere la catechesi del Santo Padre senza rileggere con attenzione il testo Paolino che qui sotto vi riporto:

“Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità! (1° Corinzi 13, 1-13)

“Fondano, animano e caratterizzano l’agire morale del cristiano. Esse – queste tre virtù – informano e vivificano tutta la vita morale. Queste virtù sono infuse da Dio nell’anima dei fedeli per renderli capaci di agire quali suoi figli e meritare la vita eterna. Queste tre virtù  la fede, la speranza e la carità – sono il pegno della presenza e dell’azione dello Spirito Santo nelle facoltà dell’essere umano”. (cfr. Vatican News)

Possano la Fede la Speranza e la Carità animare la nostra vita, il dono dello Spirito Santo che abbiamo ricevuto nel Battesimo e confermato nei Sacramenti anima il nostro cammino umano e cristiano con queste strumenti di luce e di forza alimentando così la nostra Fede la nostra fiducia la nostra passione guardando alla Croce con la certezza che Cristo cammina con noi diventando un’Ancora sicura nei mari burrascosi della vita perché possiamo testimoniarlo con un cuore ardente di carità come un Fuoco. Con questo dono di Dio attraverso lo Spirito Santo non siamo mai soli.

Se questo è lo stile della nostra Chiesa Ordinariato Militare è e deve essere lo stile di noi cappellani e del popolo santo di Dio che ci è affidato.

@unavoce

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