La FOTO, il motivo della scelta:

Celebrazione nella Chiesa della Missione in Afghanistan

Una stanza, che racchiude le stanze di tutti, nell’incontro con Dio. Una stanza simbolo di ogni rapporto con Dio, una stanza che parla di raccoglimento, amicizia, preghiera, confronto … Un incontro tra amici per ricaricarsi e vivere il servizio con il cuore di chi è fratello tra fratelli secondo il Vangelo.

FOTO da: (Cfr. dongnocchi)

Militari e preghiera

 

“PENSIERI CON LE STELLETTE”

sul Vangelo della Domenica 

 

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO – Mc 14, 12-16. 22-26

«Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

 

“Quante volte incontro amici che, avvicinatisi al Signore, convertiti alla e dalla Parola, faticano a nutrire la propria spiritualità in grandi città piene di chiese e povere di fede!
Quante volte, io stesso, in vacanza, ho partecipato con dolore e insofferenza a celebrazioni raffazzonate, frettolose, senza preghiera!

Gesù, però, sceglie di fare “sue” anche quelle stanze.
Non ha la puzza sotto il naso, il Signore, si adatta.
Ha voluto con sé, nel momento più faticoso della sua vita, i suoi dodici poveri apostoli.
Poveri e fragili come noi, instabili e lunatici come noi.
“Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”.
Me lo ripeto mentre mi nutro di quel brandello di eternità.
Così piccolo da non saziare nemmeno un bambino.
Un boccone di Dio.
Come un fuoco incandescente che illumina e riscalda la mia anima.

Partecipiamo con costanza e forza alle nostre celebrazioni, anche se sbiadite. Se possibile, mettiamoci in gioco per cambiarle, per renderle più gioiose, accoglienti, oranti.
Addobbiamola, la stanza alta, rendiamola accogliente al meglio delle nostre forze e delle nostre possibilità.
Ma se ciò non è possibile, pazienza.
Se si adatta Gesù, noi non ci adatteremo?
Viviamo tempi difficili, tempi in cui la fede è messa a dura prova.
Tempi in cui essere cristiani è fonte di discordia.
E, in alcuni luoghi, ragione di morte.
Troppi fratelli e sorelle hanno mischiato il loro sangue a quello dell’altare!
Oggi celebriamo il Mistero della presenza reale, concreta, attuale, salvifica di Cristo nell’Eucarestia: il Rabbì si rende accessibile, incontrabile, si fa pane del cammino, diventa cibo per l’uomo stremato.
Rabbrividisco di fronte alla poca fede mia e delle nostre comunità”. (Cfr.parrocchiapiante)

Qual è la stanza che dedico a Dio? Questa domanda è rivolta ame e a tutti, talvolta facciamo fatica ad andare nella “stanza” che Lui ci ha preparato, ma ognuno di noi deve preparare la sua per poter accedere a quella che il Signore sceglie per incontrarci.

Il Militare e il militare cristiano prepara la sua stanza là dove serve i fratelli, ma da quel servizio parte per la stanza superiore dove Cristo vuole incontrarlo. Anche i cristiani con le stellette si nutrono e ricaricano in quell’incontro che fa del loro servizio la vocazione perché il Signore con amicizia e dolcezza prepara gli uomini tutti gli uomini a incontralo. La vita di preghiera del militare è fatta di piccoli gesti e significativi incontri che sono vissuti nella quotidianità del loro servizio e nella vita sacramentale.

Buona Domenica

06.06.21-CorupDomini@unavoce