Liturgia della Parola

XX Tempo Ordinario

quando ci esponiamo incontriamo l’imprevisto, Gesù lo sa e rischia

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita. (Mt. 15,28)

Lasciamoci affrancare nella fede, in questo piccolo “francobollo di spirituale”, con le parole del Gesuita P. Andrea Piccolo: “Mi preparo: Chiudo gli occhi, mi concentro sul momento presente, libero la mente da preoccupazioni e pensieri, esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore. Mi lascio ispirare: Possiamo dire che stavolta Gesù “sconfini”: se ne va a nord, in Fenicia presso il mare Mediterraneo, nel territorio che oggi appartiene al Libano. Gesù va lontano, lontano anche dai suoi correligionari. Va a incontrare le rade «pecore perdute della casa d’Israele?”». Va e si espone. Sempre quando ci esponiamo incontriamo l’imprevisto, Gesù lo sa e rischia: l’imprevisto ci viene incontro, non è necessario che lo cerchiamo. Per Gesù è la donna cananea. La donna, straniera, “lontana”, chiede a Gesù di entrare nel Regno, di goderne i frutti della salvezza. Interesse? Calcolo? Anche Gesù per la donna rappresenta un imprevisto: non la esaudisce subito, le oppone resistenza, non approfitta di lei e della sua situazione penosa per farsi conoscere così a nord, tra quelli adorano altri dei, o nessun dio. La donna deve mettersi in gioco in prima persona: non c’è la figlia malata davanti a Gesù, a chiedere; c’è lei. E per amore della figlia riconosce in prima persona che Gesù può dare salvezza e può darla a tutti, perché la salvezza basta per tutti: ne basta una briciola. La replica di Gesù è importante: sono parole di grande fiducia che Gesù pone nella donna. Ora sta a lei desiderare la salvezza per la figlia. Immagino: Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi. Rifletto sulle domande: Cosa mi impedisce di aprirmi all’imprevisto, a percorrere vie non sicure? In che modo prego il Signore per gli altri? Cos’è la salvezza per me? Che bisogno ne ho? Che bisogno ne hanno gli altri? Ringrazio: Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi… Recito un “Padre nostro” per congedarmi e uscire dalla preghiera”. (cfr. P. Andrea Piccolo SJ)