e la perseveranza

 

Ci dividiamo tra incostanti e perseveranti, tra coloro che non mollano e quelli che rinunciano subito. Due atteggiamenti dove il secondo è molto diffuso, una cosa non deve ripetersi troppe volte, una situazione non deve essere troppo lunga e questo nel mondo attuale ha dei risvolti deleteri per i rapporti interpersonali di qualsiasi natura, nel lavoro e anche nella fede.

Incostanti nel lavoro nell’impegno quotidiano che sia studio o altro e anche alla S. Messa alla catechesi ai momenti comunitari, incostanti anche nelle attività ricreative e ludiche è difficile da comprendere questo atteggiamento. Mancanza di obiettivi, di progetti? o forse noia, apatia, menefreghismo generale sulla vita, la politica, la Chiesa? Sembra che solo le notizie scandalistiche ed eclatanti catturino la nostra attenzione almeno per un momento per poi essere accantonate immediatamente anche loro.

Manchiamo di costanza nel fare le cose lo vediamo nei ragazzi per la scuola ma anche, come dicevamo, nel lavoro e anche nel divertimento, manchiamo di obiettivi e anche quelli che ci piacciono fatichiamo a portarli a termine. Non riusciamo ad avere progetti seri se poi questi prevedono impegno e fatica scadenze e giorni allora la cosa diventa assolutamente improponibile.

Ovviamente non è di tutti e per tutti questa considerazione e non solo nei riguardi dei giovani, facile talvolta puntare il dito, ma anche in noi adulti fatichiamo a prenderci degli impegni scusandoci per le mille occupazioni a cui dobbiamo attendere e molte volte queste diventano onestamente solo un pretesto, ma credo che dobbiamo fare il punto della situazione con onesta e attraverso una scala di valori che forse va rivista e valutare seriamente e obiettivamente cosa abbiamo messo al primo posto. Tutto sembra più importante e urgente di altre cose e anche per noi cristiani tutto è prima e più immediato e necessario della preghiera o della formazione religiosa.

Senza lavoro non si vive ovviamente e il troppo lavoro però snatura e porta all’assenza in famiglia, nell’educazione dei figli, nei rapporti interpersonali e anche coniugali. La vita è cara e nessuno vuole dire il contrario ma forse abbiamo invertito le priorità perché avere il giusto per vivere dignitosamente non deve portarci a non vivere le persone e le situazioni.

Concordiamo sui valori sulle parole sui concetti ma poi tra il dire e il fare rimane un abisso e la Parola del Vangelo che ascoltiamo e condividiamo però rimane “lettera morta” perché non la conciliamo con la vita. Fatichiamo a fermarci a leggere se non i titoli delle notizie e solo alcune, per non parlare dei libri ormai accantonati, ci soffermiamo su belle frasi che leggiamo suoi social ma non ne facciamo poi tesoro per la vita, non ci accorgiamo più di chi ci passa accanto perché troppo egoisti nel pensare a noi stessi ai nostri problemi e a giudicare invece di farci un esame di coscienza e ringraziare per quello che abbiamo invece di lamentarci di quello che vorremmo.

Questo ovviamente non deve portarci a non fare, anzi, ma a fare con criterio dando spazio a più aspetti della nostra vita altrimenti ci ritroveremo magari con una buona posizione lavorativa ed economica ma senza rapporti di amicizia vera senza dialogo in famiglia e d’incontro con altre persone. Ci ritroveremo pieni di attività e di cose tralasciando anche la preghiera comunitaria e personale e faticando ad impegnarci nelle attività che ci vengono proposte anche a livello ecclesiale.

“Figlio, non ti fidare dei tuoi affetti; ben presto essi cambieranno in disposizioni diverse da quelle che provi ora. Finché vivrai, sarai soggetto, anche contro la tua volontà, a questa mutevolezza, ti sentirai ora lieto, ora triste, ora tranquillo, ora turbato. Ora, fervente, ora arido; ora voglioso, ora indolente. Ora pensoso, ora svagato. Ma chi è sapiente e ben illuminato nelle cose dello spirito, sta saldo sopra questo variare d’affetti, non badando a quanto senta dentro di sé o da qualche parte soffi il vento della sua instabilità, ma procurando a che tutta la tensione del suo animo giovi al fine dovuto e desiderato. Soltanto così, infatti, egli potrà rimanere sempre uguale a se stesso, irremovibile, con l’occhio puro della sua intenzione fisso in continuazione a Me, pur nel variare di tanti eventi. E quanto più puro sarà l’occhio dell’intenzione, tanto più grande è la costanza con la quale si procede tra le varie procelle di questa vita”. (cfr. L’imitazione di Cristo – Capitolo XXXIII)

La citazione che ti ho riportato qui sopra presa da un testo classico della spiritualità Cristiana: “L’imitazione di Cristo”, possa aiutarti a riorganizzare le idee e la vita. Non perderti tra le mie cose, dedica tempo a te stesso, alla vita spirituale, sii costante negli impegni, perseverante e fedele nella vita e nelle cose della vita, nelle tue scelte. Creati degli obiettivi e perseguili con serietà e costanza, educati ed educa gli altri a questa serietà, sarà il vero successo e l’autentica realizzazione della tua vita. Quindi persevera nel bene e nel bello questo non è limite lo è se perseveriamo nel male e nell’egoismo.

@unavoce

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