Prego e non cambia nulla?
“La preghiera trasforma sempre la realtà, sempre: se non cambiano le cose attorno a noi, almeno cambiamo noi, cambia il nostro cuore”. (Papa Francesco)
Facendo eco al Vangelo di domenica (XXX del T.O.) ripenso alla pregheira e ai due atteggiamenti fondamentali ai quali il Signore ci riporta: umiltà e fraternità, se mancano la nostra preghiera è solo formale esteriore e non ascoltata. Ora, quante volte anche noi siamo scoraggiati dalla mancanza di risposta, forse è questa l domanda che dobbiamo farci: com’è la nostra preghiera?Nonostante la fedeltà alla preghiera, pur nella consapevolezza della nostra povertà ci accorgiamo che la nostra preghiera è stanca e ci rattristiamo perché non cambia nulla. La mancanza di fede è molto diffusa, vediamo le nostre chiese svuotarsi, i giovani a non partecipare, pochi sacerdoti, molti limiti nella vita, mancanza di moralità, di dignità, di bellezza, di attenzione e le nostre preghiere? Ci rattristimmo, ci sconforta tutto questo sono, immagino, pensieri che abbiamo fatto tutti.
Forse abbiamo una concezione della preghiera sbagliata, pensiamo che accendendo la candela, partecipando alla Santa Messa, dicendo il Rosario, visitato un santuario le cose debbano cambiare e quando ciò non avviene, quando la nostra preghiera non ottiene quello che desideriamo, ci allentiamo. Cerchiamo di vivere una vita cristiana: carità e preghiera, senza accorgerci però che molte volte noi non siamo fedeli, pretendendo fedeltà ma non essendo fedeli. Dovremmo partire da questo nostro limite. Ora, vi lascio qualche risposta che se anche non è esauriente può in qualche modo rispondere ed aiutarci a non demordere nella fedeltà alla vita cristiana.
“La preghiera è una componente essenziale di tutte le religioni e tutti gli uomini qualche volta in vita l’hanno praticata. È però riduttivo e ne svilisce la natura concepirla soltanto come mezzo per ottenere qualche favore. La preghiera ha tante modalità di espressione. Esistono la preghiera di ascolto, di lode, di adorazione, di invocazione, di ringraziamento, la preghiera del cuore e della meditazione. Inoltre l’uomo può pregare con tutto se stesso e tutto può trasformare in preghiera. La vera preghiera è quella nella quale prendo in mano la mia vita nel suo insieme, la porto davanti a Dio, a cui la devo, mi dono a lui, mi affido a lui con tutte le mie relazioni e i miei compiti, i miei entusiasmi, i miei pensieri, le mie paure, le mie preoccupazioni, le mie attese, con tutto ciò che mi appartiene anche se non posso disporne. Tutto questo perché la preghiera è il linguaggio dell’esistenza integrale. Questo vuol dire che pregando sia nel silenzio della nostra coscienza, sia radunati in comunità o in assemblee liturgiche, l’uomo costruisce la sua personalità e le sue relazioni, si confronta con l’altro e con l’altro, spezza le barriere della solitudine, esce dal proprio io e impara ad andare oltre le esperienze immediate dei sensi. Gesù insegna che la preghiera deve essere costante, fiduciosa e senza stanchezze, consapevoli che prima o poi Dio, che è padre, si volgerà a noi e ci esaudirà. Ma la preghiera è anche un appello lanciato da una coscienza all’altra. La persona che la fa sa che se resta sola non riesce a nulla. Non stanchiamoci mai di pregare, consapevoli che essa è anche la più grande opera di carità, il segno del vero amore tra le persone”. (cfr. ecosangabriele)
Vi rimando a una catechesi tenuta da Papa Francesco nel 2019 per la lettura integrale e qui vi riporto qualche affermazione che può aiutare la nostra riflessione e la nostra presa di coscienza sulla preghiera: “La preghiera trasforma sempre la realtà, sempre: se non cambiano le cose attorno a noi, almeno cambiamo noi, cambia il nostro cuore … Gesù ha promesso il dono dello Spirito Santo ad ogni uomo e ogni donna che prega … Queste affermazioni ci mettono in crisi perché tante nostre preghiere sembra che non ottengano alcun risultato. Quante volte abbiamo chiesto e non ottenuto, bussato e trovato una porta chiusa? … Gesù ci raccomanda, in quei momenti, di insistere e di non darci per vinti … Possiamo essere certi che Dio risponderà. L’unica incertezza è dovuta ai tempi, ma non dubitiamo che lui risponderà. Magari ci toccherà insistere per tutta la vita, ma lui risponderà. Ce lo ha promesso: lui non è come un padre che dà una serpe al posto di un pesce. Non c’è nulla di più certo: il desiderio di felicità che tutti portiamo nel cuore un giorno si compirà. Dice Gesù: ‘Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Si farà giustizia, ci ascolterà! Che giorno di gloria e di risurrezione sarà mai quello! Pregare è fin da ora la vittoria sulla solitudine e sulla disperazione. Pregare: la preghieracambia la realtà, o cambia le cose o cambia il nostro cuore, ma sempre cambia”. (cfr. Papa Francesco)
Non stanchiamoci mai di pregare, anche quando siamo stanchi, anche se qualche volta siamo distratti, anche se fatichiamo a trovare tempo, anche se alla domenica preferiamo fare altro … non perdiamoci, rimaniamo fedeli a questo incontro personale e comunitario con Dio, ma momento vissuto con umiltà nella fraternità della comunione con i fratelli e quindi tutta la Chiesa. La costanza e la fedeltà vissuti con umiltà porteranno i doni sperati e invocati con fede.
@unavoce – foto: fonte







