Virtù spirituale

 

La compassione, non più concepita semplicemente come una sorta di gomma che cancella gli errori umani, è una forza di preghiera e di azione: è l’espressione dell’amore di Dio per noi e del nostro amore per lui e per il prossimo. (cfr. Henri Nouwen)

 

La compassione è universalmente riconosciuta come una virtù spirituale fondamentale, che si manifesta come la capacità di percepire e rispondere alla sofferenza altrui (e propria) con empatia, gentilezza e desiderio di alleviarla, superando l’egoismo e creando connessione e armonia.

Per i cristiana è una partecipazione attiva e concreta alla sofferenza altrui, che va oltre il semplice sentimento per trasformarsi in azione, ispirata dall’esempio di Gesù e che riflette la misericordia di Dio, spingendo i credenti a farsi prossimi del bisognoso, offrendo aiuto, perdono e sostegno, come nella Parabola del Buon Samaritano. È una “sofferenza insieme” (dal latino cum-patire) che spezza l’indifferenza e rafforza l’umanità.  

A margine della giornata mondiale del malato queste parole per alimentare questo atteggiamento spirituale e concreto della nostra vita. Ebbe a dire Papa Francesco che “la compassione è il linguaggio di Dio. La compassione è come “la lente del cuore” che fa capire le dimensioni della realtà, è anche il linguaggio di Dio, mentre tante volte il linguaggio umano è l’indifferenza”.

“La compassione è una forma fondamentale dell’incontro con l’altro, un linguaggio umanissimo, perché linguaggio di tutto il corpo, che coinvolge i gesti, la gestualità, la parola, la presenza personale. Certo la compassione nasce in chi accetta di lasciarsi ferire e colpire dalla sofferenza dell’altro, sicché solo chi riconosce la propria vulnerabilità sa aprirsi alla sofferenza altrui: “Solo un io vulnerabile può amare il prossimo”. (cfr. Luciano Manicardi in L’umano soffrire)

Educhiamoci a questa compassione sull’esempio del Buon samaritano e di Maria perché «La pratica del culto non porta automaticamente a essere compassionevoli, infatti, prima che una questione religiosa, la compassione è una questione di umanità! Prima di essere credenti, siamo chiamati a essere umani» (cfr. Papa Leone XIV)

Una compassione cristiana amorevole non si fonda sul senso di colpa, ma sullo spirito di amore di Cristo e solo rimettendo Cristo al centro della nostra vita qualunque vita l’esperienza su questa terra avrà senso e ci porterà alla vera salvezza.

@unavoce – foto: fonte

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