Conversione
Nella prova Dio ci è sempre vicino (cfr. Card. Ravasi)
Quaresima tempo di revisione, di conversione, di rinnovamento della nostra vita sia a livello spirituale che umano e oggi vorrei con voi riprendere un classico della letteratura: I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, dove nel suo romanzo vediamo la conversione dell’Innominato. Chi non ha mai letto questo classico, credo tutti poco o tanto conosco la vicenda e in queste righe scopriamo la fede dell’autore e in essa la storia di una conversione. Non ho la pretesa di fare uno studio ma solo dare un suggerimento e offrire l’occasione di rileggere un testo che ci può accompagnare in questo tempo per ripensare alla nostra vita, alle nostre relazioni, alla nostra fede.
“Nei Promessi sposi, con la conversione dell’Innominato Alessandro Manzoni racconta il cammino della fede, suo e di ogni uomo. E conferma che ciascuno ha bisogno di incontri, di fatti, di testimonianze umane che gli rendano visibile il volto di Dio, che è «veramente grande» e «veramente buono». La fede nasce da un incontro, attraverso la testimonianza di un uomo che con tutta la sua umanità, pur imperfetta, rende visibile l’eccezionalità di Cristo, unica risposta all’umana domanda di pienezza e di felicità. Per questo la fede è il riconoscimento di un fatto già presente”. (cfr. G. Fighera)
La storia secentesca che Manzoni ci racconta ci porta a leggere con gli occhi della fede anche la vita di oggi, infatti “le relazioni sono spesso complesse, hanno delle difficoltà, però l’importante è che non venga mai meno la finalità che lega due persone, cioè l’amore. Infatti, alla fine, ciò che lega tutti questi personaggi, malgrado le tante vicissitudini, è proprio questo amore sorretto da una fede che li accompagna ogni giorno della loro esistenza”. (cfr. VaticanNews)
Spulciando qui e là tra i commentatori possiamo concludere che la fede di Alessandro Manzoni, nata da una profonda conversione al cattolicesimo attorno al 1810, è una fede razionale e sentita che permea la sua poetica, interpretando la storia come un incontro tra l’agire umano e la Provvidenza Divina. Centrale è l’idea di un Dio che perdona e offre senso alle sofferenze, con una visione etica fondata sulla responsabilità e la carità. Manzoni non rifiuta la ragione; al contrario, considera la fede come una sottomissione della ragione che, dopo aver riconosciuto la verità del cristianesimo, la sceglie liberamente. La religiosità manzoniana offre una visione in cui la sofferenza terrena non è vana, ma è illuminata dalla speranza di una giustizia divina superiore.
Lasciamoci guidare anche da queste letture laiche per vivere bene la nostra vita con lo sguardo sempre rivolto a Dio.
@unavoce – foto: fonte







