La visita del sacerdote

 

 “la benedizione di Dio sta a significare il conferimento dei suoi doni e la loro moltiplicazione” (San Gregorio Magno, Commento alle Sentenze, libr. 2, dist. 15, 3, 3)

 

La benedizione delle case a Pasqua è un’antica tradizione cattolica, solitamente svolta dal parroco durante il tempo pasquale, che simboleggia la visita di Gesù risorto alle famiglie per portare pace, purificazione e protezione divina. Utilizzando acqua benedetta e ramoscelli di olivo, il rito rafforza il legame tra la Pasqua e il Battesimo, coinvolgendo attivamente i residenti.

Non è un atto scaramantico, ma un momento di preghiera e condivisione tra la comunità e i suoi membri, spesso arricchito da una breve visita del sacerdote. La benedizione pasquale celebra la Pasqua come “nuova alleanza”, in cui Cristo viene invocato come Agnello per proteggere la casa dal male.

Il sacerdote benedice le stanze con l’acqua benedetta durante la Veglia Pasquale e prega con la famiglia. Talvolta, sulle porte, viene segnata la sigla “C-M-B” (o G-M-B), interpretabile come Christus mansionem benedicat (“Cristo benedica questa casa”) e l’anno in corso.

Tradizionalmente avviene nel periodo pasquale come segno di rinnovamento. La benedizione delle case rimane un’occasione cruciale per il parroco/cappellano per incontrare le famiglie e benedire i membri della comunità.

Anche nella nostra Parrocchia il cappellano passerà nella settimana dopo Pasqua a portare la benedizione di Cristo. La vista del cappellano vuole essere un’occasione per far incontrare Cristo nella vita delle famiglie.

Cartoncino Benedizione Pasquale

@unavoce

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