Itinerante
«”Credo che di tutte le dignità di un papa, la più invidiabile sia la paternità […] È un sentimento che non affatica […] Mai, neanche un momento, mi sono sentito stanco, quando ho alzato la mano per benedire. No, io non mi stancherò mai di benedire o di perdonare”. Paolo VI diceva questo (a Jean Guitton) subito dopo essere tornato dall’India. Credo che siano parole che spiegano il perché i papi nell’epoca contemporanea abbiano deciso di viaggiare…». (cfr. M. Roncalli)
In questi giorni stiamo seguendo il viaggio Apostolico di Papa Leone XIV, in un tour lungo e complesso come quasi sempre sono i viaggi papali e la domanda che potrebbe nascere è: perché i papi viaggiano? … Credo che la risposta sia logica e spontanea a un occhio attento, i papi viaggiano per vistare i cristiani nel mondo, confermarli nella fede, assicurare la vicinanza affinché nessun figlio vada perso o dimenticato. La Chiesa ha una struttura capillare ma la vista e l’incontro con il successore di Pietro anima i cuori, le comunità, conforta i popoli e le nazioni e si pone in dialogo con tutti. Questo è il motivo per cui i papi viaggiano e allora il viaggio in se diventa una vera testimonianza di annuncio, di impegno e di presenza.
Così molti vescovi, pastori e sacerdoti viaggiano per vistare le loro comunità, anche se i confini non sono il mondo, come per il Papa, ogni Pastore ha il suo gregge e la visita periodicamente, penso all’Ordinario Militare che vista la sua chiesa sparsa su tutto il territorio nazionale e nelle missioni all’estro, la sua presenza, il suo raggiungere tutti i cristiani in divisa è confermarli nella fede è fondamentale ma è anche un raggiungere tutti per dire la sua vicinanza, la sua attenzione e la sua presenza per rianima i cuori dei fedeli e dei sacerdoti e aprire il dialogo con tutti consapevoli di contribuire alla formazione di questa porzione di popolo che ha come impegno servire e proteggere.
Così fa il cappellano a cui è vengono assegnati reparti da assistere sparsi sul territorio, pertanto la sua vista periodica, il farsi presente in momenti particolari, il conoscere e il farsi conoscere aiuta il servizio a cui si è chiamati: assistere, animare, servire. Assisterli nella loro vita spirituale, animare la loro vita professionale, servire la comunità.
Nel viaggio ci sono tre elementi: il camminare verso, lo stare con, il celebrare per. Elementi che caratterizzano il cammino cristiano e allora il viaggio diventa il cammino di fede che conduce a Gesù. I primi Apostoli dopo la Pentecoste iniziarono ad andare il tutto il mondo ad annunciare il Vangelo di Gesù, questo è il motivo imprescindibile dei viaggi del papa, in modo più eloquente, ma di ogni pastore nella sua diocesi, ogni cappellano nelle sue basi, ogni parroco nelle sue comunità.
Oggi guardando a Papa Leone pellegrino in queste terre vediamo e scorgiamo la dolce carezza di Cristo, lo sguardo di Gesù, la fermezza di Dio. Così ognuno di noi, i genitori vanno in vista ai figli, i figli ai genitori, le famiglie tra di loro o con gli amici … una visita che sia sempre di pace, di amore mettendo al centro sempre il Cristo. Camminiamo con Lui uniti nella preghiera e ognuno nella sua vita sia sempre pellegrino di speranza, di amore e di pace per chi incontra.
@unavoce – Foto: fonte







