una giornata

 

La giornata di un sacerdote racchiude diversi aspetti, qui oggi vorrei sottolineare la linea quotidiana abituale e che può subire varianti sulla base degli impegni che l’agenda e l’attività pastorale, nella sua programmazione, prevede ma con l’intento di sottolineare che talvolta il pensare che le molte attività diano senso al nostro servizio trascurando forse in buona fede altri momenti indispensabili della vita del prete, sia l’unica strada del ministero.

Un parroco deve provvedere a svariati aspetti della vita della comunità, assorbendolo e talvolta purtroppo limitandolo in altre occupazioni ministeriali. Qualcuno, quindi, potrebbe obiettare o pensare che il lavoro sia solo quello manuale e che crea fatica fisica attraverso una corsa continua tra un impegno e l’altro, oggi però vorrei portare alla vostra attenzione il ritmo ordinario che se può sembrare banale è il fondamento del lavoro paziente e fruttuoso che poi deve sfociare nell’azione pastorale.

“Il sacerdote diocesano o prete secolare trae origine dalla sua specifica diocesi e vi rimane incardinato. Rispetto a un religioso appartenente a un ordine (es. francescano, gesuita, salesiano, agostiniano …), il sacerdote diocesano non pronuncia i voti di povertà, ubbidienza e castità secondo una “regola” monastica, ma promette obbedienza al proprio vescovo di vivere nel celibato, di pregare per il popolo affidatogli e di vivere con uno stile sobrio”. (Cfr. ilponte)

Ora, fatta questa premessa, solo per inquadrare l’argomento senza entrare nel dettaglio, la mia giornata è così strutturata: avendo una realtà di servizio molto vasta sul territorio che comprende molte caserme ed enti militari, dalla base di assegnazione dove vivo, parte tutta l’attività di servizio, presenza e assistenza.

Inizio la mia giornata molto presto con la preghiera personale e la celebrazione della S. Messa a cui fa seguito la meditazione o lettura spirituale e la riflessione sul vangelo della domenica seguente, poi secondo gli orari di reparto inizio la giornata in ufficio o presso gli enti come da programma che ho pianificato per poter avere spazio e tempo per tutti, segue poi nella giornata il tempo dell’incontro e dell’ascolto, per arrivare a quello dello studio e preparazione delle attività per concludersi con la preghiera.

Questo ritmo, che può sembrare lento, mette in campo tutti gli aspetti della pastorale e dell’assistenza: preghiera, studio, presenza, incontro, ascolto, celebrazione, formazione, evangelizzazione … permettendo di non correre come una trottola, anche se a volte gli imprevisti o l’accavallarsi di impegni porta a questo, ma nella sua regolarità dando spazio per esserci, per ascoltare veramente, per incontrare con calma e poter suggerire un cammino dando respiro alla vita delle persone.

Questo il “lavoro” nella vigna del Signore, esserci, camminare insieme, offrire la Parola di Dio traducendola nelle storie delle persone, celebrando i sacramenti, pregando per loro e con loro.

@unavoce

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