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Un libro aperto
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta e governa, e produce diversi fructi con coloriti flori et herba (S. Francesco)
Senza ambizioni ma con il desiderio di valorizzare quello che la provvidenza offre, voglio ancora una volta con voi soffermarmi sul giardino che avvolge la nostra Chiesa Parrocchia dei Militari “Madonna di Loreto” presso la Zona Logistica del 15° Stormo. Una porzione di giardino all’interno di un parco che racchiude le strutture della Zona Logistica e del Villaggio Azzurro dell’Aeronautica Militare. Un piccolo appezzamento antistante la chiesa che nel tempo è stato trasformato in un area sacra esterna compiendo dei lavori di manutenzione di abbellimento e attrezzandola con arredi per la preghiera e la celebrazione. Durante il periodo del Covid è nata l’esigenza di spazi più ampi e all’aperto per soddisfare le regole di distanziamento e all’aria aperta così si è pensato di ampliare l’area del giardino attrezzandola come luogo per le celebrazioni e da questa esigenza nel tempo e con il tempo è stato trasformato in un gridino con piante e aiuole e arredi che rendessero lo spazio esterno alla chiesa accogliente per fermarsi a pregare nella natura. Da allora viene mantenuto questo spazio ed è stato abbellito e arricchito con statue e piante che aiutassero l’animo a fermarsi a pregare.
Un giardino che ci fa ricordare il luogo della preghiera di Gesù a Gerusalemme dove fermarsi sulle panchine a leggere a rimanere in silenzio ad ascoltare i rumori e i suoi della natura tra piante e fiori di vario genere.
La creazione canta la sua bellezza silenziosa e porta il cuore di chi vi passa ad alzare lo sguardo.
“La potenza simbolica del giardino sta dunque nell’unire e nel far dialogare, essendo duplice metafora della bellezza e della vita, piano estetico e piano esistenziale: esso ci invita a fare delle nostre esistenze dei luoghi in cui coltivare l’azione buona perché bella e bella perché buona. Ecco che la filosofia antica ci fa riflettere su quanto la bellezza, lungi dall’essere un valore autosussistente e isolato, sia invece relazione con l’Altro, costante richiamo all’etica intesa come retto agire. Non è un caso infatti che, ancora Epicuro, raccomandasse ai propri discepoli la cura e la conservazione del giardino, vedendo in quest’ultimo il luogo in cui, non solo i “filosofi di professione” ma tutti i cittadini, pensano, conversano, s’incontrano e si confrontano, accogliendo anche tesi che, a tutta prima, possono apparire inconciliabili rispetto alle loro”. (cfr. it.gariwo)
Il giardino è un libro aperto che ci parla del Creatore e così vogliamo custodirlo e viverlo.
@unavoce







