Sub tuum presidium è la preghiera più antica dedicata alla Vergine Maria che oggi recitiamo:
Sub tuum præsídium confúgimus, Sancta Dei Génitrix: nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus: sed a perículis cunctis líbera nos semper, Virgo gloriósa et benedícta.
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.
dell’amore
Maria non “difende” la Chiesa con le armi, ma la protegge attraverso la sua potente intercessione e la forza della preghiera, agendo come madre e guida spirituale dei credenti. Per i cristiani, la devozione alla Madonna nasce dal riconoscimento di Maria come Madre di Dio e Madre spirituale dell’umanità. Non si tratta di adorazione (riservata solo a Dio), ma di un amore filiale e di fiducia nella sua intercessione per avvicinarsi a Gesù.
“Il motivo fondamentale di questo, l’unica ragione evidente, è senz’altro la volontà di Dio. Avendo Dio voluto darci Gesù Cristo attraverso la Santissima Vergine, dice Bossuet, quest’ordine non cambia più, e i doni di Dio sono irrevocabili (cfr. Rm 11, 29). Sarà sempre vero che, avendo ricevuto attraverso di Lei il principio universale della grazia, riceviamo anche per mezzo di Lei le varie applicazioni di questo dono a tutti i vari stadi di cui si compone la vita cristiana”. (cfr. aleteia)
Al di là di questa spiegazione teologica, vorrei leggere a livello piscologico ed emozionale questa devozione. È nella natura che i figli siano attaccati alla made e a lei che si rivolgono nel cercare aiuto, sostegno e protezione, con lei c’è confidenza, c’è sicurezza è si crea un legame inscindibile nel bene e anche nei contrasti. E’ la natura a dircelo e credo che Dio abbia “usato” Maria, come ci ricorda la Teologia, con questo preciso scopo: offrire uno strumento vicino e adatto a noi per raggiungere il Figlio Suo.
Gesù è lo strumento con cui Dio ci ama e ci salva e per farcelo amare e conoscere ha usato i criteri della creazione, nasce da carne, vive nella carne in tutto uguale eccetto il peccato, si! quel peccato che sta all’origine dell’umanità in un atteggiamento di sfida, di presunta libertà, di curiosità che ci ha portati alla fragilità e ora con lei siamo riportati all’amore autentico. Dio ci ama, non costringe, non dirige e non gestisce la storia ma ci ama e ci ha indicato una via: Gesù Cristo.
Ecco, Maria in questo è Madre di Gesù, Madre nostra, Madre della Chiesa è come ogni mamma difende i suoi figli, difende la Chiesa che è il corpo mistico di quel Gesù che ha genato e che è morto e risorto per noi, lasciandoci la Chiesa e gli strumenti per vivere questa “familiarità” i Sacramenti come balsamo di guarigione, di sostegno e di difesa.
Celebriamo la Pasqua di Maria, il compimento della sua vita, la sua salvezza anticipandoci e ora ci protegge, ci difende se sappiamo ricorre a Lei. Lei schiaccia il serpente, lei è vestita di sole, lei piange sotto la croce è con i discepoli nel cenacolo, presente nelle feste e nelle prove, accanto al figlio, in ricerca quando sembra averlo perso, attenta e pronta a obbedire a Dio alla Sua volontà, come ogni mamma sa il suo posto e non lo lascia, si sacrifica per il figlio e Lei con il suo Figlio Gesù ci porta a Lui in ogni momento.
La forza dell’amore ha creato, la forza dell’amore ci ha salvati, la forza dell’amore deve guidare i nostri passi e le nostre azioni in questo mondo.
@unavoce – foto: fonte








