Servire Dio
Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». (Mc 7, 15)
“l’uomo è creato per lodare, riverire e servire Dio nostro Signore” (cfr. Esercizi Spirituali – Sant’Ignazio)
Ogni persona, cultura e filosofia, cerca un senso. Lo scopo cambia a seconda del punto di vista che scegliamo di considerare. Vivere, adattarsi all’ambiente, sopravvivere come specie e passare la vita alle nuove generazioni. Ognuno dà un valore alla propria vita tramite le proprie scelte, l’arte o il pensiero. Aiutare gli altri, vivere in pace, amare e fare progredire la giustizia e la gentilezza. L’essere umano è il modo in cui il cosmo prova a capire se stesso. Evolvere l’anima, avvicinarsi al divino o prenderci cura del pianeta. (cfr. AA.VV.)
Questo in generale è lo scopo fondamentale, permettetemi però di dire che Lodare e servire Dio è il compito dell’uomo di ogni uomo. Tutti nasciamo e tutti moriamo e su questo non c’è diversità, ricchi e poveri, credenti e non, quindi la vita va vissuta con buona pace di tutti. Che senso ha essere differenti da questo progetto vivendo litigando, facendo guerra, sentendoci migliori degli altri …?
No non ha senso tutto questo, sia per chi crede sia per chi non crede. Il senso della vita è racchiuso in questo e non nel “fregare” gli altri, che siano i potenti della terra o l’ultimo uomo del pianeta secondo le logiche di questo nostro mondo.
La logica profonda insita nel mondo è vivere in armonia su questo pianeta, in questo immenso giardino che oltre ad dover essere rispettato, altrimenti si distrugge, va vissuto condividendolo dal nord al sud, dall’ovest all’est del mondo sentendoci grandi e con mille possibilità ma non dimenticando di essere piccoli difronte all’universo.
Non crediamo perché? Perché non vogliamo regole, pretendiamo senza dare, gridiamo senza ascoltare … questa è purtroppo la logica del mondo e la fede, la religione, la bellezza che ci circonda ci deve invece portare al principio fondamentale: vivere insieme nel rispetto e nell’aiuto reciproco e per chi crede questo si traduce nel lodare e servire Dio e questo ancora significa amarci gli uni gli altri.
L’amicizia del Creatore con le sue cerature rimane, nonostante le nostre debolezze e nonostante le nostre continue cadute e rifiuti. Lui rimane accanto, ci parla, ci aiuta e la storia dell’umanità ci racconta tutto questo, la fede e la regione sono la via che Dio ha usato per riportarci in quel giardino originario, quel “paradiso” da cui ci siamo stati esclusi per la nostra poca fiducia, male che ci perseguita e ci porta a litigare tra di noi, ma che possiamo riconquistare attraverso il sacrificio che Gesù ha offerto per ridonarci quella possibilità.
Tornare all’origine, allora significa vedere la vita in questa luce, tutti siamo di passaggio e perché essere cattivi, litigiosi, fare guerre odiarsi, rivendicare …? e potremmo continuare … il cuore è buono sono, le cose esterne che lo rendono chiuso.
Liberiamoci da queste idee di supremazia, di potere, di invidia … e condividiamo la vita, il bene, il bello nel rispetto di regole che ci permettono di convivere insieme senza dimenticare Dio. Uccidere non toglie Dio ma chiude il cuore e ci fa soli, uccidere fisicamente ma anche con le parole, le idee, i gesti quotidiani di esclusione …
Ora, l’espressione ignaziana citata in apertura, ci porta a riflettere e a confrontarci con chi non crede e questo non annulla la ricerca di senso “ma sposta l’interrogativo sul valore dell’etica, sul limite umano e sul modo in cui l’essere umano abita il mondo”. (cfr. raggionline)
Interroghiamoci allora su come anche noi abitiamo il mondo, come siamo fedeli alla religione, in cosa crediamo, come ci rapportiamo con la società e le sue regole, senza dimenticare la nostra fede in Dio.
@unavoce – foto: fonte







