“Le Sorprese Di Dio”

 

«Se vuoi, puoi guarirmi!». Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse:  «Lo voglio, guarisci!» (Mc 1, 40-41)

 

L’espressione “Le sorprese di Dio” è stata recentemente richiamata dal Cardinale Pietro Parolin (Segretario di Stato Vaticano) commentando l’annuncio della malattia e del ricovero di Papa Leone XIV al Policlinico Gemelli, descrivendo l’evento inaspettato come una delle “sorprese di Dio” affrontate con serenità dal Pontefice.

L’improvvisa malattia del Papa ci fa riflettere sulla vita. Siamo nelle mani di Dio e allora cosa ci rimane? Fare il nostro dovere, farlo bene, con passione, senza rinunciare a nulla, senza rimandare a domani, senza imprecare o arrabbiarsi … le cose accadano a tutti, nessuno escluso e recriminare a chi si e chi no serve poco se non a intristirci, arrabbiarci e cercare qualcuno da incolpare, partendo da Dio per poi puntare al dito in ogni direzione.

Non sto qui a inoltrarmi in discorsi filosofici sul tempo e le opportunità, ma solo richiamare a me e a voi l’immanenza del tempo e il dovere di viverlo bene, per quello che abbiamo e per quello che ci accade durante il viaggio della vita.

Non sempre e non per tutti è facile affrontare le incertezze della vita o le sentenze di malattie gravi, ma ho almeno due esempi di fede, come il Papa, che nell’annunciarlo e nel vivere questo momento di prova, ci danno un esempio. Tre Amci un uomo e due donne, uno con una malattia degenerativa scoperta alla viglia della pensione e le altre due, una con un figlio diversamente abile con una sindrome rarissima e l’altra con un male di quelli devastanti.

Tre persone che provengono da contesti differenti ma che in questi anni mi hanno insegnato cosa significa accettare, amare, impegnarsi, servire … Uno con una serenità disarmante, anche se nel cuore immagino talvolta nasconda la fatica ma con una accettazione serena di dare il massimo per combattere e curare la malattia, impegnandosi in ogni cosa contro ogni logica e le altre due con un volto sereno vivendo con una passione l’una di mamma ma una mamma speciale dove l’amore è all’ennesima potenza, un donarsi continuo senza sosta, senza pausa e con il sorriso nonostante tanti intoppi accaduti nel tempo già provato, una serenità e un vedere il bene anche quando tutto direbbe di buttare la spugna e l’altra portando una croce su se stessa con un volto sempre sereno che dà pace e sicurezza a chi accanto soffre l’impotenza delle cure.

Questa è quella fede davanti alle “sorprese di Dio” che non sappiamo, che non ci aspettavamo e che ci educano a non chiudersi alla novità dello Spirito Santo e ad accogliere l’azione imprevedibile di Dio nella vita quotidiana.

Un insegnamento per tutti noi, dal Papa all’ultimo figlio e figlia che davanti alla malattia e alla croce ci insegnano a fidarsi del Signore, a curarsi, a fare il possibile che la scienza e la medicina offre ma anche mettersi nelle mani di Dio che dà la forza per accogliere e vivere il momento, il tempo, questo evento. Con la stessa fede del lebbroso del vangelo preghiamo il Signore per il Papa, per questi amici e per ogni ammalato.

@unavoce – foto: fonte

Grazie della tua visita se vuoi rimanere collegato con noi iscriviti alla newsletter clicca qui